L'Italia consolida la propria presenza in Arabia Saudita su due fronti distinti ma complementari: l'Est energetico del Regno e i grandi programmi infrastrutturali legati a Vision 2030. Ad Al Khobar, nel cuore della Provincia orientale, Roma ha appena aperto una nuova Agenzia consolare onoraria, mentre a Riad le imprese italiane si preparano a partecipare a uno dei principali appuntamenti dell'industria aeroportuale saudita.
La nuova rappresentanza di Al Khobar sarà guidata da Walid Alshoaibi e punta ad avvicinare i servizi consolari ai cittadini italiani presenti in una regione che concentra una parte essenziale delle attività petrolifere e industriali del Paese. L'ambasciata d'Italia a Riad considera l'apertura un passaggio nel rafforzamento della propria rete nella Provincia orientale. La scelta di Alshoaibi attribuisce all'iniziativa anche una dimensione economica: presidente esecutivo dello Shoaibi Group, attivo nell'energia, nella manifattura, nelle telecomunicazioni e nelle rinnovabili, il nuovo agente consolare fa parte di diverse strutture imprenditoriali saudite ed è stato vicepresidente del Consiglio d'affari saudita-italiano.
Al Khobar fa parte del grande agglomerato industriale che comprende Dammam e Dhahran, sede di Saudi Aramco: una geografia che ne fa uno dei centri nevralgici dei rapporti economici del Regno con i partner stranieri. Il rafforzamento della presenza italiana arriva però in una fase regionale molto più incerta. I recenti attacchi contro le infrastrutture energetiche saudite hanno determinato la temporanea interruzione dell'oleodotto Est-Ovest, arteria strategica per portare il greggio verso il Mar Rosso, mentre la ripresa delle offensive degli Houthi ha accresciuto i rischi per le rotte marittime e per le esportazioni del Regno.
La crisi mette nuovamente in evidenza la vulnerabilità di un'economia ancora fortemente legata agli idrocarburi proprio mentre Riad accelera sulla diversificazione. È su questo secondo terreno che le imprese italiane cercano di ampliare il proprio spazio. Il 30 novembre e il primo dicembre, l'Agenzia Ice organizzerà insieme ad Air Tech Italy e Oice un padiglione nazionale di circa 288 metri quadrati al Global Airports Forum-Saudi Airports Exhibition di Riad. L'offerta italiana riguarderà progettazione e ingegneria, terminal passeggeri, sistemi di movimentazione a terra, controllo del traffico aereo, sicurezza, automazione e tecnologie digitali.
Le dimensioni del mercato riflettono le ambizioni saudite. Il Regno prevede 147 miliardi di dollari di investimenti nell'aviazione entro il 2030, con l'obiettivo di raggiungere 330 milioni di passeggeri annui e 150 milioni di visitatori. Il nuovo King Salman International Airport di Riad rappresenta il progetto simbolo di questa trasformazione, accompagnata dall'ammodernamento o dall'espansione di oltre venti aeroporti. Il solo mercato delle operazioni aeroportuali, valutato 234 milioni di dollari nel 2024, dovrebbe raggiungere 352 milioni entro il 2030.
Per Roma, il movimento è dunque duplice. Ad Al Khobar si rafforza la presenza istituzionale vicino al cuore industriale ed energetico saudita; a Riad l'obiettivo è inserire maggiormente le imprese italiane nei nuovi mercati aperti dalla diversificazione del Regno. Il prossimo banco di prova sarà il salone di novembre, dove il padiglione italiano punterà a mettere le aziende in contatto con Matarat Holding, Riyadh Air, sviluppatori e grandi contractor internazionali.
