La legge di bilancio, attesa domani pomeriggio in Consiglio dei ministri, prova a tenere insieme due obiettivi: sostenere famiglie e imprese contro il caro energia e l'inflazione, e mantenere un approccio rigoroso ai conti pubblici, vincolati dall'elevato debito. Per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni l'equilibrio non è semplice, perché i partiti della coalizione chiedono misure bandiera, anche in vista di un possibile voto anticipato.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha avvertito che si potrà fare «quello che è possibile, non l'impossibile», e che il bilancio dello Stato deve tenere conto della realtà geopolitica che pesa sui bilanci di famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche. Nel tempo l'agenda della maggioranza è cambiata: all'obiettivo di contrastare il caro vita si è aggiunta una maggiore attenzione ai giovani, anche alla luce delle mobilitazioni sociali delle ultime settimane.

La manovra vale complessivamente 23,5 miliardi di euro. Di questi, 14 sono destinati alle misure legate alla National Escape Clause su energia e difesa, il cui perimetro è ancora in via di definizione con l'Unione europea, mentre 9 miliardi finanziano gli altri interventi.

Tra le novità allo studio ci sono le agevolazioni fiscali per i giovani lavoratori. Secondo fonti della maggioranza, la legge punta a far crescere le buste paga con una mini Irpef per gli under 30 a basso reddito e una flat tax del 5% per gli under 35 neoassunti. «Ci sarà una misura fiscale per i giovani sotto i 30 anni», ha confermato Giorgetti. È attesa anche la detassazione delle tredicesime a partire dal 2027, misura sostenuta da Forza Italia, che potrebbe riguardare inizialmente i redditi più bassi.

Sul fronte previdenziale la Lega punta a introdurre una finestra di pensionamento anticipato a 64 anni per i contribuenti del regime misto. In manovra potrebbe entrare un fondo da quasi un miliardo di euro, destinato il prossimo anno a un provvedimento di anticipo pensionistico i cui dettagli restano da definire.

Tra le altre ipotesi figura l'innalzamento da 85mila a 100mila euro della soglia di ricavi e compensi per la flat tax degli autonomi. Alla domanda sulla possibilità di inserire l'intervento nella manovra, Giorgetti ha risposto: «Tendenzialmente sì». La proposta, sostenuta dalla Lega, richiederà un confronto con l'Unione europea. Si va verso l'estensione fino a 133 kW del taglio temporaneo del bollo auto per le vetture da sei a nove posti delle famiglie numerose, misura sostenuta da Fratelli d'Italia che oggi si applica a un veicolo per famiglia fino a 80 kW.

Il testo dovrebbe inoltre prevedere una card da 300 a 500 euro per le spese sanitarie, destinata soprattutto agli anziani, e una cedolare secca sugli affitti di immobili a uso commerciale, con disposizioni legate ai centri cittadini. Dovrebbe invece essere di nuovo rinviata l'entrata in vigore della sugar tax. Sul fronte dell'ex Ilva il governo valuta un'estensione delle misure di sostegno al reddito e all'occupazione, anche con incentivi all'esodo e strumenti di accesso anticipato alla pensione.

Più difficile appare il reperimento degli 1,2 miliardi necessari per estendere l'aliquota Irpef del 33% ai redditi superiori a 50mila euro. Forza Italia aveva proposto un intervento in due fasi, con la soglia a 55mila euro nel 2027 e poi a 60mila. Giorgetti riconosce il problema: «Abbiamo un problema di ceto medio e cercheremo di dare una risposta in termini fiscali».

Uno dei nodi principali riguarda le coperture. Tra le ipotesi c'è un contributo da 4,5 miliardi di euro a carico di banche e assicurazioni, secondo fonti della maggioranza. «Abbiamo trovato l'accordo tra di noi, con le banche no», ha precisato Giorgetti. Finora, secondo quanto riferito, non ci sarebbe stata un'interlocuzione tra governo e Abi, mentre gli istituti ricordano il accordo triennale sottoscritto lo scorso anno e tuttora valido. L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha affermato che in questa fase è indispensabile ragionare su come le banche possano essere utilizzate maggiormente nella crescita.

Ulteriori coperture sono attese dall'aumento degli introiti da giochi, lotterie e tabacchi e da una spending review nei ministeri. Le opposizioni attendono il testo definitivo, ma contestano già l'impostazione. Il Partito democratico parla di una manovra «miope, senza una visione del futuro, che rischia di tradursi in tagli ai ministeri e in una riduzione dei servizi per cittadini e imprese».

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.