Il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale continua a scendere. Secondo gli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio del Ministero delle imprese e del made in Italy guidato da Adolfo Urso, la benzina è scesa a 2,111 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 2,316 euro. Sulla rete autostradale i valori restano più alti: 2,138 euro al litro per la benzina e 2,345 euro per il gasolio. Il calo, tuttavia, non è uniforme su tutto il territorio e il cosiddetto price cap — il tetto volontario al prezzo praticato da alcuni grandi gruppi — procede a macchia d'olio, con differenze significative tra un distributore e l'altro.
La decisione di Eni, Ip e Q8 di applicare un tetto al prezzo, progressivamente esteso ai propri punti vendita, sta determinando un divario consistente rispetto agli altri impianti. Nei distributori che hanno aderito alla politica, il prezzo praticato è di 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, circa dodici centesimi in meno rispetto alla media nazionale. Per ora, ha dichiarato il ministro Urso, «il 45 per cento dei punti vendita, circa 22mila» ha aderito alla politica del price cap esortata dal governo. Un dato che il ministro considera incoraggiante, ma che lascia fuori più della metà della rete.
A partire dal primo ottobre anche Q8 applicherà un price cap su benzina e gasolio, accogliendo l'invito dell'esecutivo. Lo ha annunciato la compagnia del Qatar, ricevendo il ringraziamento pubblico della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier aveva già espresso soddisfazione per le scelte di Eni e Ip durante la conferenza stampa congiunta con il primo ministro della Repubblica Ceca Andrej Babiš, tenutasi ieri sera a Praga, sottolineando l'obiettivo di calmierare i prezzi per gli utenti. Tuttavia, le modalità di adesione restano diverse tra i gruppi: il tetto al prezzo è stato adottato da lunedì per tutti i distributori del cane a sei zampe, mentre Ip ha comunicato un'adozione graduale, partendo da 300 impianti da raddoppiare nei prossimi giorni. Considerando che il gruppo Ip conta complessivamente 3.500 impianti, non vi è certezza sulle decisioni dei gestori riguardo al price cap, e il divario con i prezzi applicati da Eni potrebbe permanere.
Anche Q8 ha scelto la linea di un'adozione graduale: «Il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell'azienda», ha spiegato la compagnia. Il risultato è una geografia disomogenea dei prezzi, che penalizza soprattutto gli automobilisti che riforniscono presso gli impianti indipendenti. Secondo Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli, «gli impianti no logo che non possono permettersi una scontistica così forte hanno venduto al massimo mille litri al giorno». L'obiettivo dichiarato, ha aggiunto, è «portare tutti gli operatori, anche quelli indipendenti, a poter applicare questi sconti».
Sul fronte delle accise e degli sconti, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato la prosecuzione degli sconti sul gasolio fino al 6 ottobre: «Poi si vedrà». La misura, introdotta per contenere l'impatto del caro carburanti, resta dunque in vigore per un'altra settimana, in attesa di valutazioni sul prolungamento. Il quadro complessivo mostra un mercato in cui i prezzi medi scendono lentamente, ma la forbice tra chi aderisce al tetto e chi non lo fa resta ampia, con ripercussioni dirette sulle tasche dei consumatori e sulla concorrenza tra operatori.
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