Un business forum nel settore agroalimentare, con la partecipazione di sette imprese italiane, si è svolto ad Harare dal 16 al 18 settembre su iniziativa dell'ambasciata d'Italia in Zimbabwe, con l'assistenza dell'Agenzia Ice di Johannesburg. Nel corso dell'iniziativa è stato presentato il progetto «Italian Agrifood Technology for Africa», pensato per portare tecnologie e competenze italiane nella filiera agricola e alimentare del Paese africano.

La delegazione, giunta dal Mozambico e guidata dal presidente di Agrifood Consulting Renzo Piraccini, comprendeva i rappresentanti di Unitec, Greenexta, Arete, Fc Engineering, Tropical Food Machinery, Cibus Tec e Tuttofood. Si è trattato della prima missione imprenditoriale italiana nel Paese dopo alcuni anni, organizzata in stretta collaborazione con i ministeri locali dell'Agricoltura e dell'Industria e con la Confederation of Zimbabwe Industries.

Al forum hanno preso parte anche le principali associazioni di categoria dello Zimbabwe, tra cui la Zimbabwe Investment and Development Agency, Zimbtrade, l'Horticultural Development Council e l'Agricultural Rural Development Authority. Il primo incontro, il 16 settembre, ha visto la presenza di vari attori locali, tra cui il ministro delle Terre e dello Sviluppo rurale, l'amministratrice delegata della Czi e il rappresentante locale della Fao.

Il giorno successivo gli imprenditori italiani, alla presenza dei rappresentanti del governo e delle associazioni di settore, hanno illustrato i propri prodotti e le proprie tecnologie a numerosi operatori economici locali. Sono seguiti incontri in formato B2B, ai quali hanno partecipato oltre 40 rappresentanti di aziende dello Zimbabwe.

Nel corso delle riunioni è stata esaminata anche la possibilità di sviluppare progetti pilota nel settore della produzione e della trasformazione del pomodoro. Piraccini ha evidenziato le «interessanti e concrete opportunità» che si aprono nella regione dell'Africa australe, e in particolare in Zimbabwe, con possibilità di collaborazioni virtuose nell'intero comparto e benefici per entrambe le parti.

La giornata del 18 settembre è stata interamente dedicata alle visite sul campo. Gli imprenditori italiani sono stati ospitati dalle rispettive controparti per conoscere le loro strutture aziendali e agricole, con l'obiettivo di approfondire i potenziali ambiti di cooperazione e sviluppare iniziative congiunte.

Al termine della missione, l'ambasciatore italiano Giuseppe Giacalone ha sottolineato i punti di forza dell'iniziativa, che ha ricevuto particolare attenzione da parte delle autorità e dei media locali. «Questo business forum ha costituito un importante momento di confronto tra i diversi attori coinvolti, permettendo di approfondire i rapporti commerciali e stimolando concrete opportunità di collaborazione tra Italia e Zimbabwe», ha commentato Giacalone.

Il diplomatico ha aggiunto che si è trattato di «un'utile occasione per presentare tecniche e progetti innovativi in campo agricolo, capaci di migliorare le modalità di coltivazione e aumentare la produzione locale, cogliendo anche il trend positivo dell'economia zimbabwese». L'iniziativa si inserisce nel quadro delle relazioni economiche tra Roma e Harare, con l'obiettivo di rafforzare la presenza delle imprese italiane in un mercato in crescita e di sostenere lo sviluppo del settore agroalimentare locale attraverso il trasferimento di tecnologie e know-how.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.