Il Brasile torna alle urne per il ballottaggio presidenziale tra Luiz Inácio Lula da Silva e Flavio Bolsonaro. Sono quasi 160 milioni gli elettori chiamati a scegliere il capo dello Stato, in una sfida che i sondaggi descrivono come un testa a testa senza precedenti.

Gli ultimi rilevamenti fotografano un pareggio. Secondo il sondaggio Datafolha del 22 ottobre, l'istituto più autorevole del Paese, i due candidati sono appaiati al 50% dei voti. Chi vincerà lo farà dunque per un margine minimo, e a fare la differenza potrebbero essere sicurezza pubblica e inflazione.

Il duello è stato acceso anche fuori dalle urne. Nel confronto televisivo Bolsonaro ha definito Lula «l'avversario nove dita», una battuta che ha segnato lo scontro finale della campagna.

Sul fronte della sicurezza, Flavio Bolsonaro ha costruito la propria proposta sulla guerra alle fazioni criminali di Rio de Janeiro e San Paolo, con l'abbassamento della maggiore età penale, scarcerazioni più difficili e un'estensione della legittima difesa. Lula ha risposto puntando sull'integrazione tra le forze di polizia e sui programmi sociali nelle favelas, e viene presentato dai suoi avversari come garantista.

Sull'economia i programmi divergono. Flavio Bolsonaro promette una flat tax al 20%, la deregolamentazione dell'agrobusiness e la fine delle moratorie ambientali per aumentare la produzione. Lula difende l'allargamento del Bolsa Familia, gli aiuti sociali già potenziati durante la campagna, l'aumento reale del salario minimo e una reindustrializzazione guidata dallo Stato.

Il voto assume una dimensione che va oltre i confini brasiliani. Il Brasile è la decima economia del mondo, produce circa la metà del Pil sudamericano ed è il primo esportatore globale di soia, caffè, succo d'arancia, zucchero e carne bovina. Custodisce inoltre una parte rilevante dell'acqua dolce del pianeta e gran parte dell'Amazzonia.

Secondo le analisi circolate in campagna elettorale, la competizione coinvolge anche gli equilibri tra Stati Uniti e Cina. La Cina è dal 2009 il primo partner commerciale del Brasile e assorbe circa il 31% delle esportazioni brasiliane, contro l'11% degli Stati Uniti. Flavio Bolsonaro, senatore per Rio de Janeiro di 44 anni, è indicato come un interlocutore vicino alla destra americana e al movimento trumpiano, e il suo programma prevede una revisione dei contratti 5G per escludere Huawei e dazi sulle auto elettriche cinesi. Lula, 80 anni, ha invece aperto a Huawei, ha favorito l'investimento del gruppo cinese BYD nell'ex stabilimento Ford in Bahia e ha chiesto di superare il dollaro negli scambi dei BRICS.

Sull'Amazzonia le posizioni sono opposte. Lula rivendica una riduzione del 50% della deforestazione, mentre Flavio Bolsonaro propone di aprire il 10% delle terre indigene ad attività minerarie e agricole. Il risultato del ballottaggio, quindi, dirà non solo chi governerà il Brasile nei prossimi anni, ma anche quale direzione prenderanno la gestione della foresta e le alleanze internazionali di Brasilia.

3Visualizzazioni

Autore

Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.