La Bulgaria si prepara al voto presidenziale con l'ombra della guerra in Ucraina a pesare sulla campagna elettorale. Secondo gli ultimi sondaggi, nessuno dei due principali candidati otterrà la maggioranza assoluta al primo turno, e il confronto decisivo si terrà il 1 novembre con il ballottaggio. La favorita è l'attuale capo di Stato ad interim, la socialista filo-russa Iliana Yotova, accreditata di una quota compresa tra il 44% e il 47% dei voti. Il candidato filo-europeo Andrey Gyurov si attesta intorno al 30%, percentuale sufficiente per accedere al secondo turno. Gli altri 25 candidati risultano nettamente distanziati.
La differenza sostanziale tra i due front runner riguarda la posizione sulla guerra in Ucraina. Gyurov afferma senza mezzi termini che la Russia è l'aggressore, perché ha attaccato il suo vicino. Yotova sostiene invece che non abbia più senso stabilire chi sia l'aggressore, poiché in questo conflitto le parti in causa sono due. In campagna elettorale Yotova ha dichiarato che nel Paese ci sono molti fautori della guerra, che alla Bulgaria serve una coalizione per la pace e non una «coalizione dei volenterosi» per l'Ucraina, e che, finché sarà presidente, nessun soldato bulgaro verrà inviato in Ucraina. Ha inoltre promesso che il Paese avrà una voce forte nei negoziati.
La Bulgaria, con poco meno di 6,5 milioni di abitanti, si trova in una posizione delicata. Membro della Nato dal 2004 e dell'Unione europea dal 2007, ha sempre cercato di mantenere buoni rapporti con Mosca. Tuttavia non ha potuto ignorare i recenti attacchi di droni, attribuiti alla Russia, contro navi mercantili nel Mar Nero, al largo delle coste bulgare e della vicina Romania, che hanno causato circa 30 tra morti e dispersi.
Yotova, 62 anni compiuti proprio oggi, è una ex giornalista televisiva e una figura di lungo corso del Partito Socialista Bulgaro, erede dell'ex Partito Comunista. Proviene da una famiglia che faceva parte della classe dirigente nell'era comunista. Ha studiato al Liceo francese di Sofia e ha proseguito la formazione in Bulgaria e in due istituzioni francesi, la Scuola nazionale di amministrazione e l'Università di Strasburgo. È capo di Stato ad interim dallo scorso gennaio, dopo le dimissioni di Rumen Radev, oggi Primo Ministro e anch'egli filo-russo, di cui è stata vicepresidente per quasi dieci anni.
Gyurov è un economista di cinquant'anni che ha completato gli studi negli Stati Uniti e in Austria. Rientrato in Bulgaria ha insegnato all'università ed è stato vicegovernatore della Banca nazionale bulgara. Tra febbraio e maggio di quest'anno ha guidato per quattro mesi un governo di tecnici di transizione, in seguito alla convocazione di elezioni anticipate, vinte poi da Radev e dal suo nuovo partito, «Bulgaria Progressista». Lo scorso marzo, a Kiev, come capo del governo ha firmato un accordo di cooperazione decennale tra Bulgaria e Ucraina. L'intesa ha suscitato aspre critiche da parte sia di Radev sia di Yotova, che hanno accusato Gyurov di alimentare il conflitto e di trascinare la Bulgaria nella guerra.
Il ruolo del capo dello Stato in Bulgaria è prevalentemente di rappresentanza e cerimoniale, ma il presidente dispone del potere di veto sulle leggi approvate dal Parlamento, con cui può ritardarne l'entrata in vigore. Proprio per questo, il voto di domani e l'eventuale ballottaggio del 1 novembre avranno un peso politico che va oltre il profilo istituzionale, in un Paese dove la questione ucraina divide l'opinione pubblica e condiziona il rapporto con Mosca e con l'Unione europea.
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