In Francia è attesa oggi una nuova giornata di mobilitazione con un numero di manifestanti stimato tra 400mila e 500mila persone in tutto il Paese. La giornata arriva dopo le devastazioni e i saccheggi del sabato precedente, che hanno spinto il governo a predisporre un imponente dispositivo di sicurezza con oltre 70mila tra poliziotti e gendarmi.

La stima dell'intelligence territoriale è stata rivista al rialzo rispetto alla settimana precedente, quando l'affluenza ai cortei era stata sottovalutata. Il numero atteso è grossomodo analogo a quello della mobilitazione del 17 ottobre, data che ricorda la sanguinosa repressione della manifestazione del Fronte di Liberazione Nazionale algerino avvenuta a Parigi nel 1961, costata decine, se non centinaia, di morti e migliaia di feriti.

Per fronteggiare la situazione il governo ha messo a disposizione diecimila agenti in più rispetto alla precedente mobilitazione. Gendarmi saranno inviati anche nelle aree di competenza della polizia nazionale, comprese le grandi città dove si sono concentrati i tumulti. Parte del personale in formazione sarà impiegato in compiti di supporto e una quota di personale in congedo è stata richiamata. Alle unità speciali di polizia e gendarmeria si affiancheranno i militari della missione Sentinelle, incaricati della protezione di edifici pubblici e siti strategici.

Il dispositivo comprende circa venti blindati Centaure della gendarmeria e quindici mezzi della polizia dotati di cannoni ad acqua, oltre a reparti a cavallo, droni, sistemi antidroni ed elicotteri. Sono previsti anche controlli serrati per impedire il trasporto di materiale pirotecnico e carburanti.

Il presidente Emmanuel Macron ha vietato la scorsa settimana qualsiasi manifestazione non richiesta da soggetti «legittimi», come i sindacati. Ogni prefetto valuta la situazione locale e può vietare un corteo o imporre un percorso alternativo. In generale vengono autorizzate soltanto manifestazioni promosse da organizzazioni in grado di garantire un servizio d'ordine e con itinerari lontani dai centri cittadini e dalle attività commerciali. Restano in vigore i coprifuoco nelle zone sensibili.

Il ministro dell'Interno Nunez ha promesso che le forze di sicurezza saranno «inflessibili» con i responsabili dei disordini, denunciando «numerosi appelli» sui social a commettere violenze, in particolare da parte di gruppi dell'estrema sinistra. Ogni prefetto ha inoltre coinvolto la procura competente per istituire una struttura che gestisca rapidamente gli arresti e la presentazione dei fermati davanti alla giustizia.

Secondo il ministro della Giustizia Gérald Darmanin, dopo le violenze del fine settimana 232 persone sono in carcere, in attesa di giudizio o già condannate.

A Parigi i sindacati e la polizia avevano concordato un percorso tra Place de la Bastille e Place de la Nation, ma il prefetto ha imposto un percorso alternativo tra Porte d'Italie e Porte de Vincennes. L'intersindacale ha definito «inaccettabile» la decisione, accusando la prefettura di fare un «gioco pericoloso», e ha mantenuto l'appello a radunarsi in Place de la Bastille alle 14. Il gruppo ha inoltre presentato ricorso al Tribunale amministrativo di Parigi per ribaltare il decreto prefettizio.

Anche gli esercenti di Porte d'Italie e Porte de Vincennes, sede di un grande centro commerciale Carrefour, hanno lamentato l'impossibilità di adottare le necessarie misure di sicurezza senza un preavviso adeguato. Nella capitale molti negozi non hanno aperto e altri hanno eretto barricate a protezione delle vetrine, mentre ventiquattro stazioni della metropolitana risultano chiuse.

Nella notte i controlli della polizia nella regione dell'Ile-de-France hanno portato al sequestro di mortai per fuochi d'artificio e di oggetti destinati a ferire o ostacolare il lavoro degli agenti, ha riferito una portavoce. La tensione è alta anche a Orléans, dove questo fine settimana si svolge il congresso del Rassemblement National, partito nel quale Marine Le Pen lancerà ufficialmente la sua candidatura all'Eliseo, che la vede favorita. Il sindaco della città ha imposto per oggi e domani il coprifuoco dalle 21 alle 6 per i minori di 15 anni. Fuori dall'area del congresso è partito un corteo guidato dal leader socialista Olivier Faure, dalla segretaria generale della Cgt Sophie Binet e dai sindaci di Trappes e Saint-Denis, Ali Rabeh e Bally Bagayoko.

A Marsiglia il tribunale amministrativo ha sospeso in parte l'ordinanza prefettizia che vietava ogni manifestazione nelle Bouches-du-Rhône, autorizzando gli assembramenti nei comuni di Gardanne, Istres, Martigues, Miramas e Tarascon. La prefettura ha concesso «in via eccezionale» un corteo intersindacale che però non attraverserà il centro. A Bordeaux è stata vietata ogni manifestazione, ma è attesa comunque una mobilitazione alle 14, e i negozianti stanno erigendo barricate.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.