Sono rientrate in Italia nella mattinata di sabato 24 ottobre le cinque connazionali fermate in Cisgiordania. Le donne, in buone condizioni di salute, hanno ricevuto in aeroporto la visita dei funzionari consolari prima della partenza. Il rientro è avvenuto dopo il fermo delle cinque italiane, che stavano prestando assistenza ai contadini palestinesi durante la raccolta delle olive nella regione occupata.
Secondo quanto riferito in una nota della Farnesina, la sera precedente il rientro un funzionario consolare dell'ambasciata d'Italia a Tel Aviv ha potuto effettuare una visita consolare nella struttura aeroportuale. Durante la permanenza del funzionario, alle cinque italiane è stato consentito di usare i telefoni cellulari per parlare con il proprio legale. In quella occasione i funzionari dell'ambasciata le hanno incontrate prima della partenza e hanno potuto constatare le loro condizioni fisiche, giudicate buone.
Le cinque connazionali erano state fermate mentre affiancavano i contadini palestinesi nella raccolta delle olive in Cisgiordania, attività che rientra in una presenza di volontariato internazionale nei villaggi della regione. Le fonti disponibili non indicano con precisione le motivazioni formali del fermo né eventuali capi d'accusa, e non riportano sviluppi giudiziari successivi al rimpatrio. Il quadro complessivo resta quindi quello comunicato dalla Farnesina e dai funzionari consolari.
Nello stesso contesto territoriale, l'agenzia palestinese Wafa riferisce che coloni israeliani hanno attaccato i villaggi arabi di Yabrud e Al Mughayyir, nella Cisgiordania occupata. Secondo la stessa fonte, i coloni hanno portato i propri greggi a pascolare nei terreni agricoli palestinesi con l'effetto di danneggiarne i raccolti, proprio mentre la raccolta delle olive era in corso. Si tratta di una notizia riferita da una sola fonte, non verificata in modo indipendente nel materiale a disposizione, e non collegata in modo diretto al fermo delle cinque italiane.
La vicenda dei rimpatri si inserisce in un periodo di tensioni nella Cisgiordania, dove la raccolta delle olive è tradizionalmente un momento centrale per l'economia agricola delle comunità palestinesi. Le fonti non riportano commenti ufficiali di altri governi o di organizzazioni coinvolte. Il rientro in Italia chiude per ora la fase dell'emergenza consolare, ma lascia aperte le questioni sulle circostanze del fermo, che le autorità italiane non hanno ancora chiarito pubblicamente nei dettagli.
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