Gli attacchi russi condotti nella notte nella regione di Dnipro hanno ucciso quattro persone e ferito altre 22, tra cui una bambina di 11 anni. Lo ha scritto sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha collegato l'offensiva a un momento in cui proseguono i contatti diplomatici sulla guerra. Il quadro delle vittime resta quello comunicato dalle autorità ucraine nelle ore successive ai raid.

Secondo Zelensky, a Vinnytsia un drone russo ha colpito un palazzo residenziale, con sei persone ferite. A Kharkiv, i russi hanno prima colpito un ipermercato di articoli per la casa e poi hanno effettuato un attacco doppio contro i servizi di emergenza intervenuti sul posto, definito dal presidente ucraino "cinico". Il capo dello Stato riferisce anche di attacchi notturni contro una centrale termica, sottostazioni elettriche, miniere di carbone, depositi di grano, centri commerciali e un hub logistico postale. I danni sono stati segnalati in nove regioni, a indicare un'offensiva estesa su più fronti del territorio ucraino e non limitata all'area di Dnipro.

Nel suo commento, Zelensky ha legato gli attacchi al processo negoziale: "È così che la Russia risponde alla diplomazia". Il presidente ucraino ha sostenuto che il sostegno a chi protegge le vite non deve diminuire parallelamente ai negoziati, e ha chiesto di sbloccare le consegne degli intercettori Patriot già approvate dai Paesi europei. La richiesta riguarda dunque la difesa aerea, indicata da Kiev come la priorità per proteggere la popolazione e le infrastrutture civili durante i bombardamenti.

Sul fronte diplomatico, Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo Vladimir Putin, ha confermato che sono già iniziati l'organizzazione e i preparativi per un vertice tra Putin, il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, a margine del vertice Apec. "Ora posso affermare con certezza che Mosca, Pechino e Washington sono, in linea di principio, pronte a ospitare l'incontro, i preparativi sono già iniziati", ha dichiarato in un'intervista all'agenzia di stampa Vesti. Ushakov ha riferito che i rappresentanti cinesi hanno affrontato i negoziati "con grande serietà", elemento che il consigliere del Cremlino ha presentato come un segnale positivo del percorso in corso.

Non è ancora stato concordato, però, un incontro bilaterale tra Putin e Trump a margine dell'Apec. Ushakov ha spiegato che finora si è parlato di un contatto trilaterale e che, se i due presidenti si troveranno nello stesso luogo, almeno si saluteranno e potrebbero avere una conversazione seduti allo stesso tavolo o durante gli appuntamenti del protocollo. "Ci sono opportunità di comunicazione; questi importanti vertici internazionali offrono grandi occasioni", ha affermato, sottolineando che la presenza simultanea dei leader rappresenterebbe comunque un'occasione di dialogo, anche informale.

La sovrapposizione tra i raid e i preparativi del vertice mette in evidenza la distanza tra il linguaggio diplomatico di Mosca e la realtà dei bombardamenti sul terreno. Da un lato Ushakov descrive un clima di apertura tra le grandi potenze, dall'altro Kiev denuncia nuovi attacchi contro civili e infrastrutture proprio mentre si discute di incontri ad alto livello. Le decisioni sulle forniture di difesa aerea restano al centro delle richieste ucraine, mentre il formato e la data dell'eventuale vertice non sono ancora stati definiti.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.