La portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia è stata sollevata dall'incarico dopo appena pochi giorni di lavoro, in quella che è già stata definita una delle permanenze più brevi nella storia della sala stampa presidenziale. La 41enne californiana, nominata il 9 ottobre al posto di Karoline Leavitt, ha lasciato l'incarico dopo quattro o cinque giorni, battendo il record negativo di Anthony Scaramucci, che nel primo mandato di Donald Trump era durato undici giorni.

La rimozione di Zacharia arriva dopo una prima conferenza stampa durata quattordici minuti, durante la quale la portavoce aveva risposto soltanto a tre domande, tutte provenienti da media conservatori. A questo si sono aggiunti i dubbi sulle sue credenziali professionali: la stessa Zacharia ha ammesso di non aver superato l'esame di abilitazione alla professione forense in California nel 2011 e di non aver più sostenuto la prova. La questione era emersa durante un'intervista televisiva nella quale le era stato chiesto conto della sua qualifica di avvocato.

Dopo l'uscita dall'incarico, Zacharia ha rotto il silenzio con un messaggio pubblicato sul suo account X, nel quale ha elogiato il presidente. «Il presidente Trump è un uomo gentile, meraviglioso, attento, premuroso, entusiasta e laborioso. Vorrei che più americani lo apprezzassero. Nessuno riuscirà mai più a rendere grande l'America come lui ha fatto e continua a fare. È stato un onore lavorare per lui», ha scritto. Trump ha riferito di averle suggerito di riconsiderare la permanenza nell'incarico dopo le critiche ricevute per la sua prima uscita pubblica.

Il caso Zacharia si inserisce in una raffica di licenziamenti nell'ala ovest della Casa Bianca come non si vedeva da tempo. Tra le figure rimosse c'è anche l'imprenditore italoamericano Paolo Zampolli, nonostante l'amicizia di lunga data con Trump, che lo ha sollevato dall'incarico di inviato speciale per le partnership globali. Pochi giorni prima era stato il turno di Kimberly Guilfoyle, ex ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia. Alla lista si aggiungono altre personalità con ruoli di prestigio, in un clima di tensione che secondo diverse ricostruzioni sarebbe legato anche al peggioramento delle prospettive repubblicane in vista delle elezioni di metà mandato.

Secondo una ricostruzione giornalistica, l'uscita di Zacharia sarebbe stata favorita da un'intervista televisiva nella quale la portavoce era stata incalzata sul suo difficile esordio e sulle sue credenziali legali. La Casa Bianca e l'emittente hanno respinto questa versione, parlando di speculazioni. Il direttore della comunicazione Steven Cheung ha definito Zacharia «una straordinaria compagna di squadra e un grande talento», assicurando che continuerà a sostenere il presidente passando a un nuovo incarico.

La vicenda conferma la volatilità degli incarichi di comunicazione nell'amministrazione Trump, dove le nomine e le rimozioni si susseguono a ritmo serrato. Per l'Italia la notizia ha un rilievo particolare per la rimozione di Zampolli, imprenditore di origine italiana da anni vicino al presidente americano, che lascia un ruolo di raccordo per le partnership internazionali.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.