Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che sospende temporaneamente l'applicazione di un ampio pacchetto di sanzioni contro la Russia. La decisione, comunicata dalla Casa Bianca, si pone in contrapposizione con la volontà del Congresso e viene motivata con la tutela dell'interesse nazionale americano.
La misura riguarda la legge intitolata al defunto senatore repubblicano Lindsey Graham, della Carolina del Sud, che mirava a inasprire le sanzioni contro l'economia russa e a limitare il flusso di risorse finanziarie che contribuiscono a sostenere la guerra contro l'Ucraina. Oltre alle sanzioni, Trump ha sospeso anche i dazi americani destinati a colpire i ricavi energetici di Mosca. La normativa, firmata dal presidente il mese scorso, aveva autorizzato l'amministrazione a imporre tariffe fino al 100% ai principali acquirenti di petrolio e gas russi e prendeva di mira i settori energetico e della difesa, il presidente Vladimir Putin e altri alti funzionari, oltre alla cosiddetta «flotta ombra» di petroliere utilizzata da Mosca per aggirare le sanzioni occidentali.
Secondo quanto ricostruito, la retromarcia sulle sanzioni arriva dopo un accordo con Putin per allentare le restrizioni in cambio dell'immissione da parte di Mosca di ingenti quantità di diesel sui mercati internazionali. Sullo sfondo pesa la guerra condotta dagli Stati Uniti in Iran, che ha provocato gravi carenze di petrolio e forti rincari, creando difficoltà per il Partito repubblicano di Trump in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo mese.
La decisione segna un nuovo minimo nei rapporti tra Washington e l'Ucraina, devastata dalla guerra. È arrivata mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky chiedeva ai leader dell'Unione europea di continuare a finanziare la resistenza di Kiev con ulteriori 80 miliardi di dollari circa il prossimo anno, rivendicando di difendere gli interessi del proprio Paese mentre il sostegno di Trump si riduce. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha confermato che la richiesta di 70 miliardi di euro avanzata da Zelensky «deve essere coperta», invitando i Paesi partner a intervenire e contribuire.
La rottura tra Trump e Zelensky ha alimentato i timori che il presidente americano stia prendendo le parti di Mosca. Le preoccupazioni sono aumentate dopo le interruzioni di un sistema satellitare fondamentale fornito dagli Stati Uniti, che hanno ostacolato la capacità dell'Ucraina di contrastare gli intensi bombardamenti russi. Kiev fatica a intercettare i missili russi e sta cercando urgentemente di rafforzare le proprie difese in vista dell'inverno, quando le temperature possono scendere fino a 20 gradi sotto zero e gli attacchi di Mosca minacciano le reti elettriche, il riscaldamento e i sistemi di approvvigionamento idrico.
Nelle ultime ore, secondo le autorità ucraine, gli attacchi russi contro le città meridionali di Kherson e Zaporizhzhia hanno provocato la morte di un uomo di 64 anni e di almeno altre 17 persone, tra cui una bambina di 11 anni. Un bilancio che arriva mentre la sospensione delle sanzioni americane ridisegna gli equilibri del sostegno occidentale a Kiev.
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