Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha deliberato la proroga delle missioni militari statunitensi in Medio Oriente fino al 2027. Lo rivela il Wall Street Journal, sottolineando che quando gli Stati Uniti hanno lanciato l'offensiva contro l'Iran sei mesi fa, lo stesso Hegseth aveva promesso un colpo rapido e decisivo che avrebbe evitato un conflitto lungo e protratto. Ora, invece, il Pentagono sta silenziosamente estendendo il dispiegamento delle truppe, un segnale che la guerra potrebbe continuare anche nel prossimo anno, secondo fonti a conoscenza dei fatti citate dal giornale americano.

Si tratterebbe di una strategia militare a lungo termine, concepita per offrire al presidente Donald Trump diverse opzioni in vista del conflitto. Intanto Trump torna a rivendicare l'azione americana contro Teheran. «In Iran abbiamo distrutto molto», ha affermato il presidente Usa durante un evento alla Casa Bianca, sottolineando che in questa guerra gli Stati Uniti «stanno aiutando il Medio Oriente, Israele e noi stessi». Nel suo discorso, Trump ha ribadito che l'Iran avrebbe cercato di «distruggere Israele» e successivamente minacciato Europa e Stati Uniti.

«Gli Usa controllano lo Stretto di Hormuz», ha sostenuto il tycoon alla Casa Bianca, durante l'incontro con i candidati repubblicani alle elezioni di metà mandato. Il presidente ha aggiunto che «molte navi petrolifere stanno attraversando lo Stretto», mentre per quanto riguarda la situazione della Repubblica Islamica ha detto che «non è affatto buona, è solo questione di tempo».

Sul fronte diplomatico, il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che «l'assistenza russa all'Iran non ostacola la capacità degli Stati Uniti di agire per proteggersi». Parlando al programma The Brian Kilmeade Show di Fox News Radio, Rubio ha affermato: «Nulla di ciò che qualcuno sta fornendo all'Iran ostacola in alcun modo la nostra capacità di agire come necessario per proteggere gli Stati Uniti». Il capo della diplomazia americana ha aggiunto che Washington e Mosca «non erano allineate» sulla questione iraniana, ma ha sottolineato che la Russia rimane fortemente concentrata sulla sua guerra in Ucraina. Nei giorni scorsi, il presidente russo Vladimir Putin, durante un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, aveva dichiarato che Mosca stava fornendo a Teheran equipaggiamenti e altra assistenza nel contesto della guerra con Washington.

Emergono intanto nuovi particolari sulla contesa dello Stretto di Hormuz, uno dei dossier più delicati insieme al nodo sull'arricchimento dell'uranio nel conflitto tra Usa e Iran. Martedì l'esercito statunitense ha scortato 40 navi commerciali che trasportavano 18 milioni di barili di petrolio attraverso lo Stretto, segnando un record dallo scoppio della guerra. Lo ha riportato la Cnn, citando due funzionari statunitensi a conoscenza dell'operazione, i quali hanno aggiunto che le forze Usa hanno colpito simultaneamente quasi 60 obiettivi militari iraniani intorno allo Stretto, inclusi siti di difesa aerea, sistemi radar, risorse marittime e capacità di posa mine. La Cnn ha riferito inoltre che la maggior parte, se non tutte, delle 40 imbarcazioni hanno spento i loro transponder mentre attraversavano il corso d'acqua per evitare di essere scoperte.

Nella notte l'esercito kuwaitiano ha dichiarato di aver intercettato un attacco missilistico e con droni proveniente dall'Iran. «Le difese aeree del Kuwait stanno attualmente contrastando attacchi missilistici e con droni ostili a seguito della vile aggressione iraniana», ha scritto l'esercito su X. Continuano intanto i contatti tra gli Usa e i paesi del Golfo: l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha incontrato lo scorso fine settimana il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, per discutere i prossimi passi sul conflitto con l'Iran. Lo ha riportato Axios, citando due fonti a conoscenza dell'incontro. I colloqui si sono svolti in Sardegna mentre l'amministrazione Trump spinge per riaprire lo Stretto di Hormuz e intensificare la pressione economica su Teheran. Secondo Axios, gli Emirati Arabi Uniti sono stati un partner chiave nello sforzo guidato dagli Stati Uniti per guidare le petroliere attraverso lo stretto e sono centrali nella campagna di Washington per isolare economicamente l'Iran.

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.