Un uomo armato di fucile ha aperto il fuoco in un condominio nel centro di Minneapolis, nello stato americano del Minnesota, uccidendo due persone e ferendone altre cinque, tra cui tre agenti di polizia. Il presunto aggressore è deceduto al termine di una vasta caccia all'uomo, come confermato ai media dal sergente di polizia Garrett Parten. Il bilancio complessivo è quindi di tre morti, compreso l'autore della sparatoria.
La chiamata al numero di emergenza 911 è arrivata poco dopo le 16:30 di giovedì, con la segnalazione di colpi d'arma da fuoco esplosi contro l'edificio. Gli agenti sono entrati nel grattacielo tre minuti dopo, trovando le vittime all'interno. Durante le ricerche, hanno sentito altri spari provenienti da un piano superiore e, salendo, si sono trovati davanti a una fitta foschia che limitava significativamente la visibilità. Due dei poliziotti feriti sono stati colpiti da proiettili, mentre le condizioni degli altri feriti non sono state inizialmente precisate dalle autorità.
Subito dopo i primi spari, l'uomo era riuscito a fuggire a bordo di un veicolo, facendo scattare una vasta operazione di ricerca nella città. Nelle fasi iniziali delle indagini, il capo della polizia di Minneapolis, Brian O'Hara, aveva lanciato un appello ai cittadini per raccogliere informazioni utili a identificare il responsabile. «Stiamo facendo tutto il possibile per individuare gli autori di questa violenza», aveva dichiarato. Le ricerche si sono poi concluse con il decesso del sospettato, di cui non sono state fornite immediatamente le generalità.
Le motivazioni della sparatoria non sono ancora chiare e gli investigatori stanno lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti. L'FBI è intervenuta sul posto e, secondo quanto dichiarato dal direttore Kash Patel in un post sulla piattaforma social X, offrirà tutte le risorse necessarie per assistere le autorità locali nelle indagini. L'episodio riaccende il dibattito sulla violenza armata negli Stati Uniti, un tema ricorrente nel paese dove il possesso di armi è garantito dal Secondo emendamento della Costituzione.
Minneapolis era già stata al centro dell'attenzione nazionale nel 2020, quando la morte di George Floyd durante un arresto da parte della polizia aveva innescato proteste in tutto il paese contro la violenza delle forze dell'ordine e il razzismo sistemico. La città, capoluogo della contea di Hennepin, conta circa 430mila abitanti ed è la più popolosa del Minnesota. Le autorità locali hanno invitato i testimoni a fornire qualsiasi elemento utile alle indagini, mentre la zona del condominio è rimasta isolata per consentire i rilievi degli investigatori.
