Decine di oranghi, una specie a grave rischio di estinzione, sono stati messi in salvo dagli incendi boschivi che stanno devastando l'Indonesia. Secondo quanto reso noto dall'agenzia per la conservazione della provincia del Kalimantan Occidentale e dall'organizzazione indonesiana Yiari, un team ha evacuato 51 esemplari da quella regione del Borneo tra il 6 agosto e il 19 ottobre. Il ministero indonesiano delle Foreste ha indicato questa settimana che il numero complessivo di animali salvati nel Kalimantan potrebbe arrivare a 96.

L'operazione più recente risale a ieri, quando tre organizzazioni ambientaliste hanno recuperato un esemplare maschio di orango di 20 anni nel villaggio di Hampangen, nel Borneo. Dopo il salvataggio, hanno spiegato le organizzazioni coinvolte, «l'orango è stato sedato e l'équipe medica ha effettuato una valutazione prima di trasferirlo in un centro di riabilitazione». Si tratta di un intervento che si inserisce in un'attività di soccorso condotta da diversi gruppi impegnati a salvare gli animali selvatici dalle fiamme.

Gli incendi hanno causato un prolungato episodio di inquinamento atmosferico dovuto a fumi tossici, con conseguenze che vanno oltre il mondo animale. Secondo le organizzazioni ambientaliste, la cappa inquinante ha portato alla chiusura delle scuole e a un netto aumento dei problemi respiratori sia negli esseri umani che negli animali, oltre a restrizioni sulle attività all'aperto in Indonesia, Malesia, Singapore e Timor Est. Il servizio di monitoraggio della qualità dell'aria IQAir ha inserito Singapore e Kuala Lumpur tra le cinque città più inquinate al mondo.

La situazione è alimentata dagli incendi sulle isole del Borneo e di Sumatra, resi ancora più intensi dal fenomeno climatico El Nino. Le fiamme, quindi, non rappresentano soltanto una minaccia per la fauna selvatica, ma un'emergenza ambientale e sanitaria che coinvolge l'intera area del Sud-est asiatico. Le restrizioni alle attività all'aperto e la chiusura delle scuole sono misure che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle popolazioni locali, mentre l'aumento dei problemi respiratori riguarda tanto le persone quanto gli animali.

I disagi non si fermano a terra. Secondo il ministero dei Trasporti indonesiano, da metà agosto circa 2.400 voli hanno subito disagi a causa della cappa tossica. Un dato che testimonia la portata dell'emergenza e le sue ricadute sui trasporti e sulla mobilità in una vasta area della regione. Il salvataggio degli oranghi, dunque, si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che coinvolge ambiente, salute pubblica e infrastrutture.

Le operazioni di soccorso proseguono nel tentativo di mettere in sicurezza gli esemplari rimasti nelle aree colpite. Il lavoro delle organizzazioni ambientaliste e delle autorità locali continua, mentre la stagione degli incendi, aggravata da El Nino, rende più complesso ogni intervento. La speranza è che il numero di animali salvati possa crescere ancora, ma la priorità resta quella di contenere le fiamme e i loro effetti sull'aria e sulla vita delle comunità.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.