Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende l'applicazione di nuove e importanti sanzioni contro la Russia, insieme ai dazi sulle esportazioni russe previsti dal cosiddetto disegno di legge «Lindsey Graham». La decisione è stata annunciata dalla Casa Bianca e ha immediatamente suscitato reazioni opposte a Mosca e a Kiev.

«Sarà una scelta positiva per il Paese e credo per il mondo intero», ha dichiarato Trump commentando lo stop alle nuove misure contro Mosca. Il presidente americano ha definito il congelamento delle sanzioni «un'ottima decisione», presentandola come un passo utile non solo agli interessi degli Stati Uniti ma anche all'equilibrio internazionale.

Il Cremlino non ha tardato a commentare, definendo la mossa una «decisione storica». La sospensione riguarda sanzioni e dazi che erano stati predisposti dal Congresso nell'ambito del disegno di legge bipartisan che porta il nome del senatore repubblicano Lindsey Graham, da tempo tra i più critici verso la Russia. L'ordine esecutivo di Trump ne blocca l'entrata in vigore, con effetti immediati sul fronte delle restrizioni commerciali e finanziarie che sarebbero scattate contro l'export russo.

La reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stata netta: secondo il leader di Kiev, la sospensione delle sanzioni «aiuta Putin». La posizione ucraina riflette la preoccupazione che un allentamento della pressione economica sulla Russia possa indebolire la capacità di dissuasione dell'Occidente nel conflitto in corso.

La decisione di Trump arriva in un momento delicato per la guerra tra Russia e Ucraina, con gli alleati europei che seguono con attenzione l'evoluzione della politica americana verso Mosca. Il congelamento delle nuove misure non equivale a una revoca formale delle sanzioni già in vigore, ma segnala un cambio di orientamento da parte dell'amministrazione statunitense rispetto all'approccio del Congresso.

Il disegno di legge Lindsey Graham prevedeva sanzioni su banche, energia e settori strategici russi, oltre a dazi sulle merci esportate da Mosca. La sospensione disposta con l'ordine esecutivo riguarda proprio queste nuove misure, mentre resta da chiarire l'impatto sulle misure già operative. La Casa Bianca non ha fornito ulteriori dettagli sui tempi e sulle modalità di applicazione del provvedimento.

Le parole di Trump e la definizione di «decisione storica» da parte del Cremlino delineano un quadro in cui la Russia interpreta la mossa come un segnale di apertura. Dall'altra parte, la condanna di Zelensky sottolinea il rischio che l'Ucraina si trovi a fronteggiare un alleato americano meno incline a usare la leva economica contro Mosca.

La vicenda si inserisce nel dibattito interno americano sul sostegno a Kiev e sulle relazioni con la Russia. Il Congresso aveva approvato il disegno di legge con l'obiettivo di vincolare l'amministrazione a sanzioni automatiche in caso di violazioni, ma l'ordine esecutivo presidenziale ne ha sospeso l'applicazione. Resta da vedere se il provvedimento sarà oggetto di contestazioni politiche o di iniziative legislative da parte dei sostenitori della linea dura contro Mosca.

Per ora, la posizione espressa da Trump è chiara: il congelamento delle nuove sanzioni è presentato come una scelta positiva per gli Stati Uniti e per il mondo. Le reazioni di Mosca e Kiev mostrano però quanto la decisione sia destinata a pesare sugli equilibri della guerra e sulle relazioni internazionali.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.