Le forze statunitensi hanno condotto un attacco aereo contro l'isola iraniana di Larak, nello Stretto di Hormuz, causando la morte di due persone e il ferimento di altre due. L'operazione, confermata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), rappresenta il primo raid americano in territorio iraniano da un mese e ha come obiettivo due piattaforme di lancio di razzi che, secondo Washington, stavano per essere utilizzate contro obiettivi nello stretto.
Il portavoce del Centcom, Tim Hawkins, ha dichiarato che le forze statunitensi hanno colpito due siti di lancio iraniani sull'isola, dove erano stati osservati membri dei Guardiani della Rivoluzione Islamica intenti a preparare il lancio di razzi carichi di mine marine. L'agenzia Tasnim, vicina ai pasdaran, ha riferito per prima dell'attacco, parlando di due morti e due feriti. Fonti statunitensi hanno precisato ad Al Jazeera che l'operazione era finalizzata a impedire il lancio di testate a grappolo contro obiettivi nello Stretto di Hormuz. Poco dopo, l'agenzia irachena Saberin, vicina alle milizie filoiraniane, ha riferito di un secondo attacco contro l'isola.
La conferma ufficiale del Centcom è arrivata attraverso una nota trasmessa all'Afp, nella quale si precisa che i raid hanno avuto luogo nella giornata di oggi. L'attacco arriva in un contesto di tensioni già elevate nella regione: sabato, una petroliera è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta mentre era in transito in ingresso nello Stretto di Hormuz, a 12 miglia nautiche a nord di Khasab, in Oman. Lo ha reso noto l'Ukmto, il sito britannico di sicurezza marittima, precisando che non si registrano vittime né impatti ambientali e che le autorità stanno indagando sull'accaduto.
La reazione di Teheran non si è fatta attendere. Il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Sardar Mohebi, ha definito l'attacco un «fatale errore strategico» da parte degli Stati Uniti, affermando che Washington ne pagherà le conseguenze «sia in campo economico che militare». Sul fronte politico, l'influente parlamentare iraniano ed ex portavoce del Consiglio dei Guardiani, Ebrahim Azizi, ha scritto su X: «Mettete alla prova la nostra volontà ancora una volta e pagherete un prezzo più pesante. La rappresaglia sta arrivando. CORRETE E BASTA».
La Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha invece diffuso un messaggio scritto in cui invita i Paesi musulmani della regione a unirsi contro gli Stati Uniti e Israele. Il messaggio arriva a sei mesi dall'inizio della guerra in Medio Oriente. «La soluzione ai problemi delle nazioni islamiche risiede nell'unità d'intenti, nell'amicizia e nella cooperazione sulla via del bene», ha affermato Khamenei, secondo quanto riportato dal suo sito ufficiale. Mojtaba Khamenei è al potere dalla morte del padre Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio all'inizio della guerra; dalla sua nomina non è ancora apparso in pubblico e le autorità iraniane non hanno diffuso suoi video o registrazioni audio.
