Le forze russe hanno colpito nelle ultime ore il Ponte Nord di Kiev, dopo che nei giorni scorsi era già stato preso di mira il Ponte Sud. L'attacco ha danneggiato una delle principali arterie della capitale ucraina, bloccando il traffico e dividendo di fatto la città in due parti. Le autorità locali non hanno ancora fornito un bilancio definitivo dei danni, ma l'operazione rientra in una campagna più ampia condotta da Mosca contro le infrastrutture critiche del Paese.
Secondo quanto ricostruito, sabato mattina le forze russe hanno concentrato gli attacchi su due infrastrutture strategiche della capitale. Il Ponte Sud era già stato colpito in precedenza, mentre il Ponte Nord è stato centrato nelle ultime ore. Si tratta di collegamenti essenziali per la circolazione dei veicoli e per il funzionamento quotidiano della città, che ora si trova con una viabilità gravemente compromessa.
Il cambio di strategia attribuito al presidente russo Vladimir Putin emerge da un elenco aggiornato di obiettivi presi di mira nelle ultime settimane. Tra questi figurano il ponte sud sul fiume Dnipro, un grattacielo di 25 piani a Kiev, 23 edifici nel distretto della capitale, un mercato all'aperto a Sofiiska, distributori di benzina, data center, scuole e persino l'accademia delle scienze. Un insieme di target che, secondo gli analisti, indica l'intenzione di «piegare» l'Ucraina in vista dell'inverno, colpendo tanto le infrastrutture energetiche quanto i luoghi simbolo della vita civile.
Il conflitto potrebbe conoscere un'ulteriore recrudescenza. Stando a quanto emerso, Putin avrebbe dato il via libera ai vertici militari con «l'abolizione di qualsiasi regola di guerra», un'espressione che lascia intendere un allentamento dei vincoli operativi e un inasprimento degli attacchi. La scelta di colpire i ponti della capitale rientra in questa logica: interrompere i collegamenti interni significa rendere più difficile la mobilità dei cittadini e la gestione delle emergenze.
L'attacco al Ponte Nord ha avuto conseguenze immediate sulla circolazione. Il traffico è rimasto bloccato e la città è stata tagliata in due, con ripercussioni sulla vita quotidiana degli abitanti e sulle attività economiche. Le autorità ucraine non hanno ancora diffuso dettagli sui tempi di ripristino delle infrastrutture danneggiate, mentre proseguono le operazioni di verifica e messa in sicurezza.
La campagna russa contro le infrastrutture civili non è una novità, ma l'elenco aggiornato degli obiettivi mostra una progressione. Dopo i ripetuti attacchi alla rete energetica, ora l'attenzione si sposta su ponti, edifici residenziali e servizi pubblici. La scelta di colpire un grattacielo di 25 piani e un mercato all'aperto suggerisce l'intenzione di generare pressione psicologica sulla popolazione, oltre che danni materiali.
La comunità internazionale segue con preoccupazione l'evolversi della situazione. L'attacco ai ponti di Kiev rappresenta un ulteriore segnale di escalation e conferma che il conflitto non accenna a ridursi. Per i residenti della capitale, l'inverno si annuncia difficile: la combinazione tra danni alle infrastrutture e condizioni climatiche rigide rischia di aggravare una situazione già complessa.
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