Sale a 502 il bilancio complessivo delle vittime della piena che ha travolto il Nepal settentrionale e la regione autonoma del Tibet. La polizia nepalese ha aggiornato venerdì il conteggio dei morti confermati a 469, mentre le autorità cinesi hanno segnalato tre vittime sul proprio territorio. A questi si aggiungono oltre 1.400 dispersi, tra cui tre cittadini italiani di cui al momento non si hanno notizie.
Secondo l'ultimo aggiornamento ufficiale diffuso nelle prime ore dalla polizia nepalese, il distretto più colpito è Chitwan con 178 morti, seguito da Nawalparasi Est con 110, Gorkha con 44, Nuwakot con 37, Dhading con 33, Tanahun con 28, Nawalparasi Ovest con 27 e Rasuwa con 12. Le autorità riferiscono di aver soccorso o assistito oltre 1.545 feriti, la maggior parte a Nuwakot, Rasuwa e Dhading; più di 80 persone ricevono cure negli ospedali della Valle di Kathmandu.
Oltre 13mila effettivi delle forze di sicurezza, tra agenti della polizia nepalese, soldati dell'esercito e membri della polizia armata, restano schierati nella zona colpita e nei suoi dintorni. L'Organizzazione delle Nazioni Unite ha però segnalato le estreme difficoltà nell'accedere alle aree più colpite, a causa della distruzione di decine di ponti, strade e vie di accesso, a cui si aggiungono il fango accumulato e il collasso delle reti di comunicazione.
L'Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di disastri conta al momento 977 persone di cui non si conosce il destino, tra cui 517 stranieri, 127 nepalesi residenti all'estero in visita, 85 membri delle forze di sicurezza e doganali, e decine di abitanti locali di Rasuwa, Makwanpur e Nuwakot. Il bilancio si estende dal Nepal al Tibet, senza che risulti attivo un coordinamento transfrontaliero tra i due Paesi.
La Cina ha sospeso le operazioni di soccorso nell'epicentro del disastro in Tibet a causa dell'alto rischio di ulteriori inondazioni. L'emittente statale Cctv ha riferito che un lago formatosi a causa di enormi cumuli di detriti ha iniziato a straripare verso l'area in cui si stavano dirigendo le squadre di soccorso. «A tutte le squadre di soccorso è stato ordinato di rimanere sul posto e di attendere ulteriori istruzioni», ha dichiarato l'emittente, aggiungendo che alle squadre di emergenza che avevano precedentemente raggiunto la zona «è stato ordinato di ritirarsi di un chilometro».
Secondo le previsioni riportate dall'agenzia di stampa statale Xinhua, l'afflusso nel lago potrebbe raggiungere circa 3 milioni di metri cubi nei prossimi tre giorni a causa delle continue piogge, aumentando il rischio di una rottura degli argini che potrebbe provocare inondazioni a valle e potenzialmente causare ulteriori danni in aree come il porto di Gyirong e altre zone a valle. La Cina ha fatto sapere che 555 turisti rimasti bloccati dalla frana vicino al confine sino-nepalese sono stati evacuati dal Tibet, insieme a 499 residenti.
Nel frattempo, le squadre di soccorso nepalesi, con il supporto di elicotteri, sono impegnate nelle operazioni di salvataggio di circa 100 persone intrappolate in un tunnel di una centrale idroelettrica sommersa due giorni fa dall'alluvione. «Il nostro obiettivo è la ricerca e il salvataggio delle persone, alcune sono intrappolate nella galleria del progetto idroelettrico Trishuli 3A», ha dichiarato il portavoce dell'esercito nepalese Raja Ram Basnet. L'ufficio del primo ministro ha comunicato che 350 persone sono state tratte in salvo dalla zona, ma che altre 100 sono ancora intrappolate.
Il ministero degli Esteri del Nepal ha infine annunciato che il Paese non ha bisogno di missioni di aiuto straniere in seguito alle inondazioni. «L'offerta di aiuto è una cosa naturale, ma le nostre forze di sicurezza stanno attualmente effettuando operazioni di ricerca e salvataggio. In questo momento, non abbiamo bisogno di assistenza», si legge in una nota ufficiale.
