Più di cinquecento pescherecci a strascico russi hanno navigato sopra i cavi sottomarini critici che collegano la Gran Bretagna al resto dell'Europa e agli Stati Uniti, mappando le infrastrutture. È quanto emerge da un'inchiesta giornalistica che riporta testimonianze dirette e dati di tracciamento, secondo cui le imbarcazioni avrebbero operato in modo anomalo rispetto alla normale attività di pesca.
Il dato centrale riguarda il numero delle unità coinvolte e la loro rotta: i pescherecci avrebbero incrociato ripetutamente sopra i cavi, una pratica che non corrisponde alle esigenze della pesca a strascico. Secondo quanto riferito, a bordo non sarebbe stato visto alcun pesce, elemento che alimenta i sospetti sul reale scopo dei viaggi. Le autorità non hanno per ora confermato ufficialmente l'esistenza di un'operazione di spionaggio, ma l'attenzione è alta perché si tratta di infrastrutture essenziali per le comunicazioni e per i dati tra Europa e Stati Uniti.
I cavi sottomarini sono l'ossatura delle telecomunicazioni internazionali: trasportano la gran parte del traffico internet e delle comunicazioni finanziarie tra i due lati dell'Atlantico. Un'interruzione, accidentale o dolosa, avrebbe conseguenze dirette su aziende, servizi pubblici e cittadini. Per questo la mappatura dei tracciati è considerata un'attività sensibile, e la presenza di imbarcazioni non autorizzate nelle vicinanze è monitorata con attenzione dalle marine e dai servizi di sicurezza.
La vicenda si inserisce in un quadro di crescente allarme per la sicurezza delle infrastrutture critiche europee. Negli ultimi anni diversi episodi hanno riguardato cavi, gasdotti e reti energetiche nel Nord Europa, con indagini che hanno portato a ipotesi di sabotaggio. Il caso dei pescherecci russi aggiunge un tassello a un fenomeno che le autorità europee seguono con preoccupazione, anche in assenza di prove pubbliche definitive sul coinvolgimento dello Stato russo.
Il ministero della Difesa britannico e gli alleati della Nato hanno più volte segnalato la necessità di rafforzare la sorveglianza dei fondali. La Gran Bretagna ha annunciato investimenti in mezzi navali e sistemi di monitoraggio per proteggere i cavi, mentre l'Unione europea ha avviato una riflessione comune sulla protezione delle infrastrutture sottomarine. La mappatura dei tracciati da parte di pescherecci rappresenta, in questo scenario, una minaccia difficile da intercettare, perché avviene con mezzi apparentemente civili.
Resta da chiarire chi abbia ordinato le missioni e con quali obiettivi. Le informazioni disponibili non consentono di stabilire se i viaggi fossero finalizzati a raccogliere dati per un sabotaggio futuro o a testare la capacità di reazione delle difese occidentali. Le autorità stanno esaminando i dati di navigazione e le testimonianze raccolte, mentre il Cremlino non ha rilasciato dichiarazioni specifiche sull'inchiesta. La vicenda resta aperta e destinata a pesare sul dibattito sulla sicurezza delle reti europee.
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