Il governo italiano proroga di quindici giorni i controlli Schengen in relazione alla crisi di Ceuta e la Spagna insorge. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito la decisione «assurda, inutile e una vergogna», sostenendo che «mina lo spirito, la filosofia di ciò che significa essere partner europei». Parlando con i media in Senato, il capo della diplomazia di Madrid ha attaccato direttamente la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, accusandoli di non comportarsi come «leader europei all'altezza della situazione».
Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, Albares ha spiegato di aver chiesto sia al Partito Popolare, in quanto alleato di Forza Italia, sia a Vox, in quanto alleato di Meloni, di far sapere ai rispettivi interlocutori italiani che «questo provvedimento è una vergogna, è assurdo ed è ridicolo». Il ministro ha motivato la propria posizione ricordando che attualmente l'Italia riceve «il doppio degli ingressi irregolari rispetto alla Spagna», un dato che a suo avviso rende ancora più difficile comprendere la scelta italiana.
Albares ha poi rievocato un precedente del 2023, quando il governo italiano non riuscì a gestire l'arrivo di migranti sull'isola di Lampedusa. In quella circostanza, ha sottolineato il ministro, la Spagna «non solo ha offerto la propria solidarietà, come ha fatto in molte altre situazioni, ma ha addirittura accolto i migranti irregolari portandoli in Spagna». Un richiamo esplicito alla reciprocità tra partner europei, che secondo Madrid sarebbe stato disatteso dalla decisione italiana.
Il ministro spagnolo ha quindi inquadrato la proroga dei controlli come una mossa di «politica interna», sostenendo che essa «rappresenta certamente un attacco diretto alla dignità del popolo spagnolo e all'unità e alla solidarietà degli europei». «Capisco che il governo italiano agisca per ragioni di politica interna — ha detto ancora Albares — ma è vergognoso». E ha concluso ribadendo un principio politico: «L'Europa non può esistere senza solidarietà».
La vicenda si inserisce nel quadro delle tensioni tra Roma e Madrid sulla gestione dei flussi migratori e sul controllo delle frontiere interne dell'area Schengen. La proroga dei controlli decisa dall'Italia riguarda specificamente il contesto della crisi di Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa nordafricana al centro di forti pressioni migratorie. La scelta italiana ha quindi una dimensione bilaterale che coinvolge direttamente gli equilibri europei e il funzionamento dello spazio di libera circolazione.
L'attacco di Albares non si limita al piano diplomatico, ma tocca anche il terreno politico interno spagnolo, con il coinvolgimento esplicito del Partito Popolare e di Vox, formazioni che intrattengono rapporti con Forza Italia e con la coalizione di governo italiana. La richiesta di intervento rivolta agli alleati italiani ed europei segnala la volontà di Madrid di portare la questione oltre il canale diplomatico ordinario, trasformandola in un caso politico tra i partner dell'Unione europea.
Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali di Palazzo Chigi o della Farnesina in risposta alle parole del ministro spagnolo. La proroga dei controlli resta in vigore per i quindici giorni annunciati, mentre resta aperto il confronto tra i due governi sul tema della solidarietà europea nella gestione dei flussi migratori.
