La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha aperto il discorso sullo stato dell'Unione a Strasburgo con una diagnosi netta: l'Unione europea non è mai stata così forte e, allo stesso tempo, mai così esposta. «Lo stato della nostra Unione è il più forte di sempre. Lo stato della nostra Unione può anche apparire precario come non mai», ha detto davanti al Parlamento europeo, spiegando che le due affermazioni, apparentemente incompatibili, riflettono «questi tempi eccezionali» di grandi possibilità e grandi pericoli.

Il bersaglio indicato con chiarezza sono gli attori che, con strumenti diversi, puntano a indebolire il progetto europeo. «Che si tratti di ultranazionalisti o di anti europeisti, di ingerenze russe o di disinformazione, i nomi possono cambiare, ma l'obiettivo resta lo stesso: disprezzano i nostri valori e vogliono infrangere la nostra unità europea», ha affermato von der Leyen. Da qui l'invito a non limitarsi a contrastare queste spinte, ma a «lottare insieme per la nostra idea di Europa».

Sul fronte della sicurezza, la presidente della Commissione ha rilanciato l'idea di un formato tra leader dedicato alla sicurezza del continente, con il coinvolgimento di partner come Canada, Ucraina, Regno Unito e Norvegia. «Ora questo è ancora più urgente, vista la natura e la portata dei rischi in gioco», ha sottolineato, annunciando che la Commissione illustrerà le proprie idee per rendere realtà un Consiglio europeo per la sicurezza. «L'urgenza è evidente», ha aggiunto, in un passaggio che indica agli alleati la strada da seguire in un contesto di guerra.

Von der Leyen ha poi rivendicato i passi compiuti dall'Ue in materia di difesa, ricordando che l'Europa ha «radicalmente rivisto il suo approccio alla sicurezza» e ha aumentato la spesa per la difesa di quasi l'80% solo negli ultimi cinque anni. Ha citato il sostegno all'Ucraina nella sua lotta «per il futuro e per la nostra libertà», la difesa della Groenlandia quando è stata minacciata e la risposta a droni, attacchi ibridi e disinformazione che prendono di mira le democrazie europee. «Nella fredda fragilità del mondo odierno, solo l'Europa può garantire la vera sovranità agli europei», ha detto, concludendo che «il destino dell'Europa deve rimanere nelle mani degli europei».

Un annuncio significativo ha riguardato il Canada. Rivolgendosi al primo ministro canadese Mark Carney, presente alla plenaria, von der Leyen ha detto di voler lavorare per aprire la strada affinché il Canada diventi il primo membro associato dell'Ue. «Condividiamo un oceano, gli stessi valori e lo stesso modo di vedere il mondo. E ora costruiremo anche il nostro futuro comune», ha affermato.

Sul Medio Oriente, la presidente della Commissione ha riconosciuto le divisioni tra i 27 Stati membri sulla reazione agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi. «La grave sofferenza a Gaza e la violenza incontrollata dei coloni in Cisgiordania hanno profondamente colpito gli europei», ha detto, definendo «inaccettabile» la decisione del governo israeliano di portare avanti il progetto dell'insediamento illegale E1. Ha poi ammesso che gli Stati membri non sono riusciti a costruire le maggioranze necessarie per una risposta unitaria, avvertendo che «quando l'Europa è divisa, non può cambiare il corso degli eventi».

In materia energetica, von der Leyen ha ribadito che l'Europa si sta liberando dalla «tossica dipendenza dai combustibili fossili russi» e ha rivendicato il ruolo dell'Ue come «più grande potenza commerciale del pianeta», impegnata a trasformare la politica industriale mantenendo intatto il modello sociale.

Sull'intelligenza artificiale, dopo l'incidente di Hugging Face, ha raccolto l'allarme degli sviluppatori e dei vertici delle aziende tecnologiche, che chiedono di rallentare lo sviluppo dei modelli auto-ricorsivi e di procedere a un ritmo controllato sui modelli di frontiera. «Se le persone che sviluppano questa tecnologia hanno le idee chiare, dovremmo averle chiare anche noi», ha detto, indicando nell'AI Act lo strumento per introdurre garanzie e annunciando una collaborazione con partner come Canada e Regno Unito su valutazione dei modelli, verifica, sistemi di allerta precoce e sicurezza dell'IA.

Infine, la proposta sulla tutela dei minori: von der Leyen ha chiesto che i ragazzi sotto i 13 anni non abbiano accesso ai social media e che quelli tra i 13 e i 15 anni non possano avere account personali sulle piattaforme. La Commissione presenterà domani l'EU Kids Act, con un approccio graduale.

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.