Il nuovo ambasciatore italiano in Sudan, Silvio Mignano, ha presentato le lettere credenziali al presidente del Consiglio sovrano sudanese, il generale Abdel Fattah al-Burhan, diventando il primo rappresentante diplomatico occidentale a compiere questo passo nella capitale dall'inizio del conflitto. La nomina, arrivata lo scorso 5 agosto, rappresenta una nuova conferma della «determinazione con cui l'Italia intende proseguire la sua azione a favore dell'unità, della pace e della prosperità in Sudan», ha dichiarato il diplomatico in un intervento video rilasciato all'agenzia di stampa sudanese Suna.

Mignano ha guidato una delegazione che si è recata prima a Port Sudan e poi a Khartum, nella prima visita istituzionale di un rappresentante ufficiale italiano nella capitale dallo scoppio della guerra nell'aprile 2023. L'Italia continua «a stare al fianco del popolo sudanese», ha sottolineato l'ambasciatore, annoverandosi tra «i pochissimi Paesi che non hanno mai sospeso né ridotto le proprie iniziative di sviluppo» nel Paese africano.

Durante la visita, Mignano ha incontrato anche il ministro degli Esteri sudanese, Mohieldin Salim Ahmed Ibrahim, al quale ha consegnato una copia delle credenziali. «L'incontro ha confermato l'eccellente livello delle relazioni bilaterali, che non sono mai state declassate sul piano diplomatico nonostante uno dei periodi più difficili nella storia del Paese», ha scritto l'ambasciatore su X. Con il ministro delle Finanze, Gibril Ibrahim, il diplomatico ha discusso di come approfondire la cooperazione tra i due Paesi «in tutti i settori di interesse comune», dalla cooperazione allo sviluppo alle opportunità per la ricostruzione del Sudan, «in vista del pieno ritorno dei sudanesi nelle loro terre d'origine».

L'ambasciatore ha ricordato i progetti portati avanti dall'ufficio dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) da Port Sudan, dove è stato trasferito per ragioni di sicurezza nelle prime fasi del conflitto. «Abbiamo attualmente progetti in corso per un totale di 1,37 milioni di euro», ha precisato. Tra questi ha citato un ospedale di Port Sudan amministrato da Emergency e sostenuto da finanziamenti congiunti sudanesi e italiani, oltre all'iniziativa Italy for Sudan, promossa dal ministero degli Esteri italiano, che ha consentito di portare nel Paese oltre 135 tonnellate di aiuti umanitari. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha inoltre annunciato l'intenzione di rafforzare l'iniziativa entro la fine dell'anno con ulteriori 30 milioni di euro.

La visita a Khartum è stata preceduta da una tappa a Port Sudan, dove l'ambasciatore ha incontrato la squadra dell'Aics, «che continua a gestire progetti in tutti i settori dello sviluppo senza alcuna interruzione nonostante lo scoppio della guerra», a dimostrazione del fatto che «l'Italia non smetterà mai di sostenere la popolazione sudanese». Mignano si è recato anche al Comboni College of Science & Technology, sede temporanea della struttura dei missionari comboniani, che offre corsi di formazione professionale e universitaria, con particolare attenzione al settore sanitario. L'istituto ospita inoltre un centro di formazione linguistica.

Il diplomatico ha infine incontrato la comunità italiana che lavora presso Ong e organizzazioni internazionali nella capitale, definita «una vera fonte di orgoglio per la cooperazione italo-sudanese». Dall'inizio delle ostilità, l'ambasciata italiana opera provvisoriamente da Addis Abeba, in Etiopia. Khartum, occupata durante i primi due anni del conflitto dalle Forze di supporto rapido (Rsf), è tornata nel maggio 2025 sotto il controllo delle Forze armate sudanesi (Saf), guidate dal generale al-Burhan.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.