Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che l'Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente per poter raggiungere un accordo di pace con la Russia. Parlando con i giornalisti prima di partire per un comizio elettorale in Tennessee, Trump ha spiegato che l'attuale leadership ucraina avrebbe potuto concludere molti accordi, ma per qualche motivo non lo ha fatto.

«Suggerisco che gli ucraini si dotino di un nuovo leader capace di raggiungere un accordo, perché l'attuale avrebbe potuto concluderne molti, ma per qualche motivo non lo ha fatto», ha detto il presidente americano. Trump ha poi aggiunto che, se fosse stato lui alla guida degli Stati Uniti all'epoca dell'invasione russa, la guerra non sarebbe mai scoppiata. «Non c'era alcun motivo per cui scoppiasse il conflitto tra Ucraina e Russia; è iniziato a causa dell'incompetenza», ha sostenuto, sottolineando che il Paese ha perso circa il 30 per cento del proprio territorio e che le vittime, considerando entrambe le parti, superano i due milioni.

Le parole di Trump arrivano dopo le critiche di Kiev all'accordo sulla fornitura di diesel russo agli Stati Uniti, un'intesa che ha suscitato malumori in Ucraina. La dichiarazione del presidente americano ha immediatamente provocato reazioni a Mosca, dove fonti ufficiali hanno definito le sue affermazioni «storiche».

La risposta ucraina non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, ha replicato alle parole di Trump affermando che il presidente Volodymyr Zelensky «svolge bene il suo lavoro». La presa di posizione di Sybiha arriva mentre il bilancio delle vittime a Zaporizhzhia continua a salire: secondo le autorità ucraine, nel recente attacco sono morte 17 persone, tra cui tre bambini.

La questione della leadership ucraina e della ricerca di una soluzione negoziata al conflitto è da mesi al centro del dibattito internazionale. Trump ha più volte espresso l'intenzione di porre fine alla guerra rapidamente, ma le sue dichiarazioni pubbliche sul futuro di Zelensky rappresentano un intervento diretto nella politica interna di un Paese alleato, in un momento in cui Kiev continua a fronteggiare l'offensiva russa e a chiedere maggiori forniture di armi e sostegno finanziario.

Il contesto in cui maturano le parole di Trump è quello di una guerra che dura ormai da anni e che ha provocato enormi perdite umane e materiali. Il presidente americano ha citato il numero di vittime e la perdita di territorio per sostenere la necessità di un cambio di guida a Kiev, ma non ha indicato quali passi concreti gli Stati Uniti intendano intraprendere per favorire un negoziato. La sua posizione sembra però rafforzare le aspettative di Mosca, che da tempo chiede il riconoscimento delle annessioni e un cambio di governo in Ucraina come condizioni per trattare.

La replica di Sybiha, che difende l'operato di Zelensky, segnala la volontà ucraina di non cedere alle pressioni esterne e di mantenere la propria linea. Il ministro ha ricordato che il Paese continua a combattere per la propria sopravvivenza e che il sostegno internazionale resta cruciale. Le dichiarazioni di Trump, tuttavia, potrebbero complicare i rapporti tra Washington e Kiev e alimentare divisioni tra gli alleati occidentali sulla strategia da seguire.

Nelle prossime settimane sarà decisivo capire se le parole del presidente americano resteranno una posizione isolata o se si tradurranno in un cambio di politica verso l'Ucraina. Per ora, la distanza tra le due capitali appare evidente, mentre sul terreno la guerra continua a mietere vittime e a produrre conseguenze umanitarie sempre più gravi.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.