La commemorazione del rastrellamento del Ghetto di Roma del 16 ottobre 1943 si è trasformata in un duro scontro politico. La delegazione dell'Anpi è stata contestata con urla e insulti da alcuni membri della comunità ebraica, che hanno accusato l'associazione dei partigiani di essere troppo vicina alle posizioni pro-Palestina. La cerimonia è stata interrotta e tutte le associazioni presenti, Anpi compresa, hanno lasciato la piazza. Le commemorazioni sono riprese solo all'arrivo del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, con la deposizione delle corone di fiori.
Il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, aveva chiesto nei giorni scorsi all'Anpi di non partecipare alla cerimonia organizzata da Roma Capitale. «Siamo riusciti a escludere l'Anpi dalle commemorazioni del 16 ottobre, ottenendone l'allontanamento», ha dichiarato Fadlun. «Da due giorni avevo chiesto all'Anpi di non partecipare a un dolore che appartiene alle nostre famiglie e alla nostra comunità. La loro presenza non era gradita, non si va in casa d'altri durante un lutto senza essere ben accetti». Il presidente ha ricordato che quel giorno furono deportati 1.022 ebrei nei campi di sterminio e che solo sedici tornarono, nessun bambino. «Non c'è dubbio che la decisione dell'Anpi, considerando le nostre prese di posizione ufficiali, sia stata una provocazione. Ed è stato giusto estrometterli dalla cerimonia». Fadlun ha poi aggiunto che l'Anpi non è più gradita «non solo il 16 ottobre, ma anche nelle altre occasioni dedicate alla Memoria e alla lotta contro il nazi-fascismo, a cui gli ebrei hanno contribuito con 2000 partigiani». Secondo Fadlun, l'associazione «è arrivata a cancellare la Brigata Ebraica dal corteo del 25 aprile, e ormai fa solo politica e ha più volte manifestato la vicinanza alle piazze Pro-Pal. Non sono più un'Associazione di partigiani impegnata a preservare la memoria, ma un movimento che ne tradisce il ricordo».
La presidente di Anpi Roma, Marina Pierlorenzi, ha replicato con fermezza: «Come tutti gli anni partecipiamo con le associazioni partigiane alla cerimonia del 16 ottobre 1943. Siamo romani e quel giorno tanti romani salvarono altri romani di religione ebraica. Tornarono vive solo 10 persone. Quello che è successo stamattina ci rammarica in maniera particolare». Pierlorenzi ha definito «particolarmente gravi le dichiarazioni di Fadlun di escluderci da una cerimonia organizzata da Roma Capitale». «Le nostre posizioni sulla Shoah sono chiare. Ciò che succede oggi in Israele con il governo Netanyahu è altra cosa. Abbiamo pieno titolo a essere qui oggi. Abbiamo vissuto ciò che è successo con grande dolore e speriamo che le cose si possano ricomporre». La presidente ha poi aggiunto che le altre associazioni di partigiani sono state solidali e hanno deciso di uscire dalla piazza insieme all'Anpi «a fronte di un'esclusione incomprensibile». Alla fine della cerimonia, il sindaco Gualtieri le ha detto di essere «rimasto molto dispiaciuto e addolorato».
Sul fronte politico, il deputato di Fratelli d'Italia e presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha rincarato la dose: «La contestazione durissima della comunità ebraica all'Anpi dimostra che è finito il tempo della doppia morale». «Non si può stare il 16 ottobre al Ghetto e poi tutti gli altri giorni in piazza con chi esalta il 7 ottobre con le bandiere di Hamas, con chi pensa che sia stato un atto di resistenza e con chi caccia la brigata ebraica dai cortei per il 25 aprile», ha sottolineato Mollicone. Il deputato ha ricordato che il Parlamento ha partecipato alla commemorazione insieme al presidente dell'Ucei, Ottolenghi, al presidente Fadlun e a tutta la Comunità ebraica di Roma «per commemorare una ferita ancora aperta della nostra storia, ricordare le oltre mille persone deportate ad Auschwitz e contrastare tutte le forme di antisemitismo».
La vicenda riaccende le tensioni tra l'Anpi e la comunità ebraica, già esplose in passato durante i cortei del 25 aprile per la presenza della Brigata Ebraica. Questa volta i ruoli si sono invertiti: è stata la comunità ebraica a contestare la partecipazione dell'Anpi, accusata di ambiguità sulle posizioni pro-Palestina. L'episodio rischia di spaccare ulteriormente la sinistra italiana, mentre il governo e la maggioranza di centrodestra cavalcano le divisioni. La cerimonia, interrotta per alcuni minuti, si è conclusa con la deposizione delle corone e un clima di forte tensione politica.
2
