Il tavolo sul programma del centrosinistra è pronto e potrebbe riunirsi già questa settimana. Lo ha annunciato Giuseppe Conte, dal palco degli Stati Generali di Progetto Civico, la formazione di centro guidata da Alessandro Onorato. L'annuncio ha sorpreso gli altri leader progressisti e ha ricevuto l'applauso di Angelo Bonelli, che rivendica di essere stato tra i primi a sollecitare un'accelerazione. Il leader del M5s ringrazia anche Elly Schlein per la disponibilità a un incontro già dalla prossima settimana.

Dal Partito Democratico, però, filtra cautela. Alcuni dirigenti dem fanno sapere che, al momento, non c'è nulla di concreto. Anche fonti degli altri partiti del centrosinistra leggono le parole di Conte più come un'indicazione rivolta agli alleati, e in particolare al Pd, che come un semplice annuncio. Il confronto, per ora, avviene a distanza, senza un calendario condiviso.

Conte ha spiegato che le forze politiche hanno già completato da tempo il lavoro sulle proposte da portare al tavolo. «Dobbiamo vederci subito», ha detto, ricordando che l'opposizione è stata «seria e molto coordinata in questi anni» e che esistono già «tante misure condivise». «Non partiamo da zero», ha aggiunto, sottolineando che sono necessari dettagli e una comunicazione pubblica delle proposte. Il leader M5s ha citato anche l'esperienza della collaborazione con il Pd durante la pandemia, affermando che «non ci sarà nessun processo decisionale opaco, si chiama democrazia». Il tavolo è invocato anche da Avs e Più Europa.

Sul fronte del Pd, il tema centrale è la tempistica. A Montepulciano, la maggioranza dem riunita ha firmato un documento che chiede di coinvolgere i comitati civici per portare il programma fuori dalle stanze dei partiti e condividerlo con i cittadini sui territori. Marco Sarracino, della segreteria, ha sostenuto che «il tema non sono i tempi, ma fare presto». Igor Taruffi, responsabile dell'organizzazione del Pd, ha invece chiesto di definire quando si voterà, criticando il silenzio della presidente del Consiglio su questo punto. Il cronoprogramma dem prevede il programma «entro fine anno» e le «primarie a inizio 2027».

Più cauta la posizione della riformista Lia Quartapelle, intervenuta all'assemblea di Libertà Eguale a Orvieto. Secondo la parlamentare dem, prima del programma e delle primarie vanno sciolti i nodi politici. Il primo riguarda il sostegno militare all'Ucraina. Quartapelle ha ricordato che nel 2022 le divisioni nel centrosinistra aprirono la strada al governo Meloni, perché c'erano «idee profondamente diverse sulla preminenza dell'interesse nazionale e del rapporto tra Italia ed Europa». Per questo, ha sostenuto, serve «chiarezza programmatica e valoriale» prima di iniziare un percorso comune.

Lo stesso tema ha riacceso lo scontro interno al Pd. Da Orvieto, Lorenzo Guerini ha avvertito: «Guai a mettere in contrapposizione la diplomazia col sostegno militare all'Ucraina». Da Montepulciano, Andrea Orlando ha replicato che l'iniziativa diplomatica europea finora non c'è stata. Le divergenze sull'Ucraina restano dunque il punto più delicato sul cammino del campo largo, mentre la data del tavolo e quella del voto restano ancora da definire.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.