È iniziato nell'Aula della Camera l'esame della proposta di legge della Lega che stringe le maglie sull'acquisizione della cittadinanza italiana, intervenendo anche sulla revoca per chi l'ha già ottenuta. Il provvedimento, composto da un solo articolo, introduce cause ostative per gli stranieri nati in Italia al raggiungimento della maggiore età, estende i requisiti linguistici e di condotta e amplia le fattispecie di reato che comportano la perdita dello status di cittadino.

La sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro, di Fratelli d'Italia, ha difeso l'impianto in Aula sostenendo che alla base vi sia «un principio molto chiaro»: la cittadinanza italiana non è soltanto il riconoscimento di uno status giuridico, ma esprime l'appartenenza a una comunità nazionale fondata su valori condivisi, sul rispetto delle leggi e su un insieme di diritti e doveri. Secondo Ferro, l'acquisto della cittadinanza deve essere inteso come «tappa ultima di un percorso» che evidenzi la volontà effettiva e consapevole di integrarsi nella società in cui si vive. La concessione, ha aggiunto, non costituisce «un diritto incondizionato del richiedente», come più volte ribadito dalla giurisprudenza, bensì uno status che si acquisisce al termine di un percorso che comporta anche doveri.

La relatrice Simona Bordonali, della Lega, ha collegato i fatti degli ultimi giorni alla necessità di intervenire sulla materia, citando «l'assalto da parte di giovani stranieri, anche italiani, però di tanti giovani stranieri, a vetrine, il saccheggio di negozi, immagini molto raccapriccianti». Per la relatrice, episodi come questi testimoniano come talvolta il percorso di integrazione richiesto non si sia effettivamente realizzato.

Le opposizioni hanno annunciato pregiudiziali e si preparano a dare battaglia. Il deputato democratico Federico Fornaro ha ribadito la condanna «netta, chiara» per i comportamenti violenti e criminali delle ultime ore e la solidarietà alle forze dell'ordine oggetto di violenze, aggiungendo però un «no» alle speculazioni: secondo Fornaro si sta alimentando un clima utile a ottenere un ipotetico beneficio elettorale. Per Avs la destra avrebbe bisogno di recuperare consenso e per farlo inseguirebbe il generale Vannacci. Il M5s ha sostenuto che il tema necessita di tutto fuorché di «retorica ipocrita» o paternalistica. Riccardo Magi ha parlato di «ennesima bandierina ideologica» della maggioranza, definendo il testo «illiberale e discriminatorio».

La proposta di legge, la cui urgenza è stata deliberata dall'Assemblea lo scorso luglio, ha subito diverse modifiche durante l'esame in commissione e non sono esclusi ulteriori cambiamenti in Aula, anche alla luce dei recenti scontri a Milano. La Lega ha già presentato un «pacchetto anti saccheggio» che prevede il non riconoscimento della cittadinanza al compimento dei 18 anni se lo straniero nato in Italia ha riportato una condanna per reati contro le forze di polizia o per devastazione e saccheggio.

Nel dettaglio, il testo interviene sulla legge del 1992 che disciplina l'acquisto della cittadinanza da parte dello straniero nato in Italia e residente legalmente senza interruzioni fino alla maggiore età. La norma vigente prevede che chi possiede tali requisiti diventi cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza entro un anno dal compimento dei 18 anni. La proposta individua specifiche cause ostative: l'acquisto è precluso in caso di condanna per delitti contro la persona o contro il patrimonio, per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, o in presenza di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica. Viene inoltre aggiunto il requisito della conoscenza della lingua italiana.

La concessione è preclusa anche in caso di condanne o procedimenti penali in corso per reati di particolare gravità: sentenze definitive per delitti contro la personalità internazionale e interna dello Stato e contro i diritti politici del cittadino; condanne per delitti non colposi con pena edittale massima non inferiore a tre anni; condanne per reati non politici a pena detentiva superiore a un anno emesse da autorità giudiziarie straniere e riconosciute in Italia; comprovati motivi di sicurezza della Repubblica. Il giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione e delle leggi, da prestare entro sei mesi dalla notifica del decreto di concessione, dovrà essere pronunciato in lingua italiana.

Il testo amplia infine l'elenco dei reati la cui condanna definitiva comporta la revoca della cittadinanza, estendendo la sanzione a fattispecie come l'omicidio, le pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, la tratta di persone e la violenza sessuale.

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Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.