Fabio Mussi, storico esponente della sinistra italiana ed ex ministro del governo Prodi, è morto nella notte all'ospedale Sant'Eugenio di Roma. Aveva 78 anni. A darne notizia, in un comunicato, è stata la dirigenza di Sinistra Italiana Avs, il partito di cui era attualmente dirigente e che aveva guidato dal 2007 al 2009.
Nato a Piombino il 22 gennaio 1948, Mussi era entrato giovanissimo nel Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano, iniziando una lunga carriera politica che lo ha portato a essere parlamentare dal 1992 al 2008, prima con il Pds e poi con i Democratici di Sinistra. Nel 1996 è stato capogruppo dei deputati del Pds-Ulivo, mentre nel 2001 è stato eletto vicepresidente della Camera dei deputati, incarico che ha mantenuto fino al 2006.
Il suo percorso politico è proseguito con ruoli di primo piano anche nel mondo dell'informazione: è stato vicedirettore di Rinascita e condirettore de L'Unità, il quotidiano storico della sinistra italiana. Dopo l'esperienza nei governi della Repubblica, Mussi non ha aderito al Partito Democratico alla sua fondazione, scegliendo invece di contribuire alla nascita prima di Sinistra Ecologia Libertà e poi di Sinistra Italiana, formazioni in cui ha continuato a militare fino agli ultimi anni.
La sua figura è legata in particolare all'esperienza del secondo governo Prodi, in cui ha ricoperto l'incarico di ministro. Nei prossimi giorni la famiglia comunicherà i dettagli per poter dare un ultimo saluto al politico, come si legge nella nota diffusa dalla dirigenza del partito.
La scomparsa di Mussi chiude una delle carriere più longeve della sinistra italiana, attraversata dalle trasformazioni del Pci fino alle esperienze più recenti dell'area di Avs. Il suo impegno politico, iniziato nei primi anni Settanta, ha attraversato tutte le principali fasi della sinistra italiana, dal partito di Enrico Berlinguer fino alle coalizioni dell'Ulivo e ai governi guidati da Romano Prodi.
