Franco Gabrielli, ex numero uno dell'Intelligence ai tempi del governo Draghi, già capo della Polizia e della Protezione civile, potrebbe diventare una carta di riserva per provare a mettere d'accordo Matteo Renzi e Giuseppe Conte. L'ipotesi più ambiziosa, però, è un'altra: puntare alla poltrona di ministro dell'Interno in un eventuale governo guidato dal centrosinistra allargato, con Schlein, Conte e Fratoianni.
Gabrielli è in tour per l'Italia per presentare «Contro la Paura», libro scritto a quattro mani con Carlo Bonini, giornalista di Repubblica. Sul tema della sicurezza non si limita alle presentazioni: dispensa suggerimenti e proposte. Nella stagione politica appena conclusa è stato inoltre una presenza fissa nei talk show di La7, da Formigli a Gruber, un terreno ideale per attaccare l'esecutivo in carica.
L'avvicinamento dell'ex capo della Polizia all'area progressista viene da lontano. Da giovane si iscrive alla sinistra Dc, l'area che faceva capo a De Mita e Mattarella. Poi una lunga carriera ai vertici della pubblica amministrazione: prefetto di Roma, dirigente dei Servizi, capo della Polizia e della Protezione civile. Fino alla nomina, durante il governo Draghi, a sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Intelligence.
C'è, però, chi storce il naso. Gabrielli al Viminale rischia di non entusiasmare gli uomini in divisa. L'ex prefetto di Roma è reduce da una polemica con le forze dell'ordine sul caso Ramy, il giovane morto a Milano nel novembre 2024 durante un inseguimento con i carabinieri e dopo aver forzato un posto di blocco. Gabrielli si era schierato contro gli agenti, definendo non corretto il loro comportamento. Parole che avevano fatto infuriare i poliziotti.
C'è poi un'altra vecchia gaffe: da ex capo della Polizia presenziò a un evento nazionale senza giacca e cravatta, mentre gli agenti in alta uniforme grondavano sudore. La scena diventò virale sui social.
Sul piano politico, Gabrielli sarebbe il nome sostenuto da un pezzo del Pd, l'area riformista vicina a Lorenzo Guerini. I renziani, però, si sarebbero raffreddati, puntando sulla sindaca di Genova, Silvia Salis. L'alternativa resta Giorgio Gori. E nel centro del Campo largo c'è già Alessandro Onorato con Civico per l'Italia, sostenuto da Conte e Bettini, deciso a mettere Renzi fuori gioco. La partita a scacchi è solo agli inizi.
