Un gruppo di esponenti della componente nordista della Lega ha dato vita al Comitato per il Congresso federale, con l'obiettivo di ottenere la convocazione del congresso della Lega Nord per l'Indipendenza della Padania, che non si tiene da nove anni. La richiesta, come riportato da Sky Tg24, è rivolta al commissario Igor Iezzi, esponente vicino al leader Matteo Salvini, affinché vengano rispettate le procedure previste dallo statuto del partito.
Formalmente la vecchia Lega Nord fondata da Umberto Bossi esiste ancora, ma gran parte della classe dirigente è confluita nella Lega per Salvini Premier, la formazione dell'attuale vicepremier. Ora quel partito, accantonato e congelato, potrebbe tornare protagonista dello scenario politico. Tra i nomi riconducibili all'area nordisti figurano alcuni dei più importanti esponenti del Carroccio, da Massimiliano Romeo ad Attilio Fontana, fino a Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Riccardo Molinari.
La mossa arriva in un momento di crescente pressione, soprattutto in Lombardia, per una maggiore attenzione alle istanze del Nord. Nei giorni scorsi sia il governatore Fontana sia il capogruppo al Senato Romeo hanno chiesto una soluzione prima dell'appuntamento di Pontida. Fontana, appresa la notizia della nascita del comitato, ha precisato che «non c'entra niente con il discorso che stiamo portando avanti con Salvini». Parlando a margine della conferenza di presentazione del Gp di Monza di Formula 1, ha aggiunto: «Quando incontrerò Salvini? Cerchiamo di fare combaciare le agende. Domenica, intanto, speriamo di festeggiare insieme il Gran Premio».
Il comitato di dissidenti, come sottolinea TgCom24, punta a ottenere dal commissario Iezzi il vecchio simbolo del partito, per un ritorno alle origini che possa attrarre i vecchi militanti già alle prossime elezioni politiche. A guidare la sfida c'è in prima linea l'ex parlamentare Gianluca Pini, pronto anche a una class action. La vecchia Lega Nord era stata accantonata nel 2017 con un carico di 49 milioni di euro di debiti con il fisco.
Al centro del dibattito interno è finita anche la leadership di Salvini. Se qualcuno ha ipotizzato un suo passo di lato, eventualità che non viene presa in considerazione dal segretario, altri si sono schierati con lui senza riserve. La soluzione proposta dal ministro dei Trasporti è aprire alla possibilità di una maggiore condivisione delle responsabilità. Di qui la decisione di convocare per l'8 e il 9 settembre a Roma una riunione per discutere dei temi cari alla Lega e del futuro politico del partito.
