Il governo russo torna ad attaccare l'Italia attraverso la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, che ha definito «ridicola» la nomina dell'ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov a consulente per l'Innovazione del ministero della Difesa italiano. La dichiarazione è arrivata durante un briefing con la stampa a margine del Forum economico orientale di Vladivostok, come riportato dalle agenzie Ria Novosti e Tass.

Zakharova ha paragonato la scelta a «una favola satirica dello scrittore italiano Gianni Rodari», aggiungendo che «non riesco davvero a trovare molti esempi di un incarico ufficiale legato all'innovazione affidato a qualcuno che si è distinto per la sua sete di sangue e il suo desiderio di uccidere quanti più cittadini di qualsiasi Stato, quanti più russi possibile». La portavoce ha poi concluso: «Sembra che il Carnevale di Venezia sia stato trasportato a Roma. E non solo a Roma, ma negli uffici pubblici. E invece di persone con volti che avrebbero i titoli di studio e l'esperienza lavorativa appropriati, ci sono personaggi del Carnevale di Venezia con maschere spaventose».

Immediata e dura la replica del ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto. «Capisco che preferirebbero che le scelte per l'Italia potesse farle qualcuno che senta Mosca prima, ma per adesso non è ancora così e si ragiona pensando solo a Roma e non Mosca, Kiev o Washington», ha dichiarato il ministro. Crosetto ha poi aggiunto: «Però qualcosa di positivo c'è: se ha letto Rodari, cosa che dubito, avrà capito che non vogliamo fare la fine del topo che mangiava i gatti e quindi serve anche l'esperienza sul campo. Ma dubito che lei o i nostri connazionali, che con il suo messaggio ha voluto mettere in moto, vogliano accettarlo, perché ci vorrebbero deboli e indifesi».

La nomina di Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, era stata annunciata nei giorni scorsi dal dicastero guidato da Crosetto per i temi legati all'innovazione. Zakharova ha inoltre citato una recente intervista di Fedorov in cui l'ex ministro avrebbe riconosciuto «l'assoluta inefficienza del proprio dicastero», definendo la vicenda «un'illustrazione perfetta di come l'Occidente utilizzi l'Ucraina e gli ucraini».

Le parole della portavoce russa rappresentano l'ultimo episodio di una serie di attacchi verbali del Cremlino nei confronti del governo italiano, che ha mantenuto una linea di sostegno a Kiev nel conflitto in corso. La replica di Crosetto, netta e senza margini di mediazione, conferma la posizione dell'esecutivo: le decisioni sulla difesa e sulla politica estera italiana vengono prese a Roma, senza condizionamenti esterni.

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.