Giorgia Meloni replica duramente al Movimento 5 Stelle in Senato. Durante la discussione generale sulle comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo, la presidente del Consiglio ha risposto alle accuse della senatrice Alessandra Maiorino, concentrando il suo intervento sulla nuova legge elettorale e sul ruolo delle preferenze.
«Una cosa gliela dico sulle preferenze, senatrice Maiorino: ma se le preferenze vi piacciono così tanto, perché non le avete messe quando eravate al governo?», ha affermato la leader di Fratelli d'Italia. Secondo Meloni, la ragione dell'irritazione dei pentastellati è chiara: «Con la nuova legge elettorale i cittadini scelgono e voi dovete dichiarare prima di andare al voto alleanze, candidato premier e programma». La premier ha poi aggiunto: «Mi rendo conto della difficoltà, del resto il vostro partito è guidato da un signore che se queste regole ci fossero state prima alla presidenza del Consiglio dei ministri non ci poteva arrivare».
Meloni ha poi attaccato il comportamento dei banchi dell'opposizione, sostenendo che ogni suo intervento in Aula sia accolto da critiche e insulti. «Senatrice Maiorino, ogni volta che vengo in quest'aula sento solo improperi, insulti, tentativi di ridicolizzare il lavoro che cerchiamo di fare, non so se siate davvero convinti», ha detto la premier. A suo avviso, questo atteggiamento «nasconde il fatto che oggettivamente non sapete cosa proporre, cosa fare, cosa dire, dove andare». E ha concluso: «Penso che questi insulti non coprano la difficoltà del vostro posizionamento, la pochezza delle vostre soluzioni. Penso che gli italiani vedano quello che state facendo e non credo che chi ci guarda si senta rassicurato da questa guerra, questa lotta nel fango nel quale volete trascinare il Parlamento della Repubblica».
Poco prima, la senatrice Maiorino aveva contestato la linea del governo in Europa. «Meloni va a chiedere flessibilità in Europa dopo aver siglato il Patto di stabilità e averlo anche venduto come una cosa buona», ha dichiarato. «Presidente, non tutte le cose durature sono positive, alcune come l'agonia è meglio che finisca presto. Presidente torni a casa e lasci governare chi ha intenzione di governare», ha aggiunto la rappresentante del Movimento 5 Stelle.
Nel suo intervento, Maiorino ha sollevato anche la questione del premio Nobel per la pace assegnato a Navi Pillay, giurista sudafricana che ha presieduto la commissione per i Diritti Umani dell'Onu e ha documentato il genocidio a Gaza. «Ho pensato a lei perché immagino che le sia dispiaciuto perché lei voleva candidare al premio Nobel Donald Trump», ha detto rivolgendosi alla premier. «Quel Donald Trump che ha beffato tutti, immagino anche lei, stringendo un accordo con l'aggressore Putin per farsi rifornire di gasolio in vista delle sue midterm, e ha anche platealmente scaricato il presidente Zelensky. Non risulta pervenuta la posizione del governo italiano al riguardo, vuole illuminarci presidente?», ha concluso la senatrice.
Lo scontro si inserisce nel dibattito parlamentare che precede il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, durante il quale il governo italiano dovrà confrontarsi con i partner europei su temi economici e di politica estera. La nuova legge elettorale, che introduce un sistema con preferenze e l'obbligo di dichiarare coalizioni e candidato premier prima del voto, resta al centro della contrapposizione tra maggioranza e opposizione.
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