La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto in Aula alla Camera alle opposizioni nel corso delle repliche al dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Il confronto, iniziato con gli interventi dei gruppi parlamentari, si è concentrato su energia, Ucraina e alleanze internazionali, con la premier che ha replicato punto per punto alle critiche di Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Fratelli d'Italia.

Il momento più duro è stato il botta e risposta con il responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano, che aveva parlato di un vertice internazionale dove la premier non sarebbe andata perché non c'era Donald Trump a vezzeggiarla. Meloni ha replicato rivendicando il proprio percorso: «Io faccio politica da 35 anni e qui ci sono arrivata non con le carezze e le moine, ma con le mie idee, combattendo, dimostrando il mio valore e con il consenso dei cittadini». La premier ha poi aggiunto che un collega maschio non avrebbe ricevuto lo stesso tono e ha denunciato «una certa misoginia che ha impedito alla sinistra in Italia di consentire alle donne di arrivare dove meritavano».

Sul tema energetico, Meloni ha risposto ad Angelo Bonelli di Avs elencando i provvedimenti strutturali adottati dal governo, dal decreto bollette alla riapertura del nucleare. «Io e Bonelli non siamo d'accordo ma non mi è chiarissimo quale sia la proposta dei Verdi per l'energia: perché il petrolio no, e il gas no, il nucleare no, sulle rinnovabili non abbiamo fatto abbastanza. Temo che ci rimangano solamente le candele», ha detto la presidente del Consiglio. Rivolgendosi al Pd, ha poi rivendicato il lavoro sul mix energetico e l'aumento del 40% della produzione da rinnovabili, chiedendo quali siano le proposte alternative per garantire l'approvvigionamento del Paese.

Sull'Ucraina, Meloni ha ricordato la risoluzione presentata al Senato che chiede di sostenere una tregua energetica tra Russia e Ucraina e la cessazione degli attacchi alle centrali elettriche e alle raffinerie. La premier ha criticato il Campo largo per aver abbandonato l'Aula al momento del voto e ha chiesto ai Cinque stelle se alla Camera avrebbero fatto lo stesso, domandando cosa ci sia di non sostenibile nella proposta di stop agli attacchi. «Forse non siamo liberi di sostenere lo stop degli attacchi russi contro l'Ucraina? Perché se così fosse, vi prego, almeno non mi fate la morale sulla difesa dell'interesse italiano», ha aggiunto.

Nel suo intervento, Meloni ha anche risposto alle opposizioni con tono sarcastico, consigliando di provare a mettere d'accordo Magi e Fratoianni in un'unica risoluzione prima di tentare di conciliare Putin e Trump. Ai deputati del M5s ha replicato alle accuse di improperi e insulti: «Penso che questi insulti non coprano la difficoltà del vostro posizionamento. Penso che questi insulti non coprano la pochezza delle vostre soluzioni». La premier ha poi chiesto ai pentastellati di chiarire se l'Italia dovrebbe abbandonare l'alleanza atlantica, definendo incoerente criticare gli americani come imperialisti e poi correre a pranzo con i loro rappresentanti.

Infine, rispondendo alla deputata vannacciana Ravetto sulla proposta di importazione del gas russo, Meloni ha chiesto quali interessi si stiano difendendo: «Se nel reiterare questa proposta non si stanno difendendo gli interessi italiani, quali sono gli interessi che si stanno difendendo? Perché voi siete liberi di difendere gli interessi che volete, ma se difendete interessi che non sono quelli italiani non mi fate la morale sulla difesa degli interessi italiani».

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Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.