L'Italia ha chiuso la trattativa con l'Unione europea sul dossier energia e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si dichiara soddisfatta del risultato ottenuto. Al termine del Consiglio europeo, la premier ha spiegato che il nostro Paese è stato «molto determinato» sul tema dell'energia e che non è rimasto solo: diversi altri Stati membri condividono la stessa posizione, ovvero che una certa rigidità nell'utilizzo di alcuni strumenti finisce per peggiorare la situazione invece di risolverla.
Il riferimento è alle misure sul costo delle bollette, su cui l'Italia ha spinto per ottenere margini di manovra maggiori a livello europeo. Secondo quanto riferito dalla premier, la trattativa si è chiusa con un esito positivo per il nostro Paese, un risultato che Meloni ha rivendicato con soddisfazione al punto stampa finale. Sul tavolo del vertice c'erano anche altri temi, dalla flessibilità di bilancio alle proteste studentesche, fino alla Russia e al futuro dell'ex Ilva, su cui la presidente del Consiglio è intervenuta a tutto campo.
Il clima del Consiglio europeo resta però tutt'altro che disteso. Se da un lato si registra un disgelo nei rapporti con il premier spagnolo Pedro Sánchez, dall'altro il confronto sui migranti e sulla gestione dello spazio Schengen continua a dividere i Paesi membri. È su questo fronte che le distanze restano più marcate, con posizioni difficilmente conciliabili tra i governi che chiedono maggiore controllo delle frontiere interne e chi invece difende la libera circolazione.
La questione migratoria si intreccia con il tema della flessibilità, altro punto su cui l'Italia ha portato avanti le proprie istanze. Meloni ha sottolineato come il nostro Paese abbia trovato alleati su posizioni condivise, segno di una capacità di costruire convergenze che la premier ha rivendicato come elemento di forza della delegazione italiana. Il risultato sul decreto bollette viene presentato come il principale successo di questo vertice, in un contesto in cui i dossier economici e quelli legati alla gestione dei flussi migratori procedono su binari separati.
Restano aperte, dunque, le partite più delicate. Da un lato l'energia, con l'Italia che si dice soddisfatta dell'accordo raggiunto e del riconoscimento delle proprie ragioni; dall'altro i migranti, dove lo scontro tra i Ventisette non accenna a ricomporsi e il disgelo con Madrid non basta a superare le divisioni di fondo. La premier ha comunque scelto di rivendicare il lavoro fatto, presentando l'Italia come un attore determinato e capace di aggregare consensi tra i partner europei su questioni considerate cruciali per il Paese.
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