La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiuso il Consiglio europeo di Bruxelles con un bilancio positivo, annunciando due risultati concreti: l'accordo con la Commissione europea sul cosiddetto decreto bollette e un'intesa con il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez per rivedere le misure reciproche sui migranti. «Sono ottimista, ho parlato con la presidente von der Leyen sulle richieste che l'Italia ha fatto in materia di maggiore flessibilità», ha dichiarato Meloni nel punto stampa al termine dei lavori.

Sul fronte energetico, la premier ha spiegato che «si stanno facendo dei significativi progressi» e che esistono «i margini per avere maggiore flessibilità stando nelle attuali regole», anche per quanto riguarda gli investimenti sull'energia. Meloni si è detta soddisfatta perché nelle conclusioni del Consiglio sono entrate diverse questioni poste dall'Italia nelle settimane precedenti, anche nel documento scritto insieme alla Repubblica Ceca. In particolare, ha citato il riferimento alla Reserve Stability Market, agli ETS2 — con la necessità di valutare tempistica e salvaguardie — e alla revisione dell'ETS, definita «particolarmente urgente».

Parallelamente, l'Italia ha chiuso con la Commissione europea la trattativa sul decreto bollette, ovvero sulle misure che necessitavano dell'ok dell'esecutivo Ue. «È stata una trattativa lunga ma costruttiva che ci ha portato a trovare una soluzione», ha detto Meloni, sottolineando che l'intesa consente di intervenire sulla generazione del prezzo dell'elettricità e sull'impatto del costo del gas, «per abbassare le bollette». «Lo considero molto importante, sono molto contenta di questo risultato», ha aggiunto.

Sul tema delle sanzioni alla Russia, Meloni ha ribadito la necessità di un linguaggio chiaro: «Le sanzioni in questi anni sono state uno dei nostri migliori strumenti di deterrenza e penso che su questo non si debbano fare passi indietro». Quanto all'uso degli asset russi, ha parlato di «un dibattito molto ampio» e di una questione «estremamente complessa», osservando che tutti sarebbero contenti se fosse l'aggressore a pagare i danni della guerra, ma che sul piano giuridico il tema è stato ampiamente discusso.

Sui migranti, Meloni ha rivelato di aver parlato ieri con il primo ministro spagnolo Sánchez: «Abbiamo deciso di far lavorare nella prossima settimana i nostri ministri agli Interni per arrivare a sostituire le misure che reciprocamente abbiamo in essere con altre forme di cooperazione». Si va dunque «verso un altro tipo di soluzione», continuando il monitoraggio per garantire da una parte il funzionamento di Schengen e dall'altra la difesa dei confini nazionali.

La premier è poi intervenuta sulle proteste degli studenti in piazza e sulle violenze che hanno coinvolto le forze dell'ordine, con 17-18 esponenti feriti. «Sono sempre contenta quando c'è la mobilitazione, penso che sia un fatto bello nella democrazia», ha detto, distinguendo però la manifestazione dalla violenza, dalle bombe carta e dalle aggressioni. Meloni ha chiesto a tutte le forze politiche italiane «un appello a che ci siano manifestazioni numerose, numerosissime, partecipatissime, bellissime, senza violenza», invitando le opposizioni a condannare senza timidezze le violenze e le aggressioni alle forze dell'ordine. «Non voglio polemizzare su questo tema», ha precisato, «ma chiedo chiarezza da parte di tutti».

Sul fronte interno, Meloni ha affrontato anche le questioni dell'autotrasporto e dell'Ilva. Sul primo, ha ricordato che il ministro Salvini ha convocato le associazioni e che il governo è al lavoro per dare ulteriori risposte a un settore in difficoltà. Sull'Ilva, ha annunciato una nuova riunione a Palazzo Chigi con i sindacati, che ha permesso di liberare i blocchi organizzati dalle organizzazioni sindacali. «Non siamo noi ad aver chiuso l'Ilva, noi siamo quelli che devono cercare di gestire la questione», ha affermato, ricordando che dall'inizio del governo sono stati investiti circa 5 miliardi tra fondi diretti dello Stato e di Invitalia.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.