Giuseppe Scopelliti, già presidente della Regione Calabria e per otto anni sindaco di Reggio Calabria, ha respinto la proposta di candidatura con Futuro Nazionale alle prossime elezioni politiche. «Sono stato sondato, ho rifiutato. Sto con il premier, che ha dato centralità e autorevolezza all'Italia», ha dichiarato l'ex governatore, chiudendo la porta al partito fondato da Roberto Vannacci. La sua presa di posizione arriva mentre il movimento del generale ha scelto come candidato un reggino doc, Domenico Giannetta, ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.
La sfida si gioca su un terreno che storicamente appartiene al centrodestra. «Reggio Calabria non è la Sassonia. Il generale non passerà», ha spiegato Scopelliti, ricordando che la città ha conosciuto «cos'è il buon governo» grazie a un'amministrazione di destra vicina a Fratelli d'Italia. Secondo l'ex sindaco, i reggini «sanno scindere il populismo dalla capacità di amministrare». Il riferimento è alla candidatura di Giannetta, un medico che, come altri, «è andato in Futuro Nazionale perché non trovava spazio nel centrodestra, come un po' tutti gli acquisti del generale».
Il centrodestra schiera invece Fabio Roscioli, avvocato romano e tesoriere della famiglia Berlusconi. Scopelliti non vive questa candidatura come un'imposizione dall'alto: «Io voterò e farò votare Roscioli». La scelta del sostituto in Parlamento spettava al nuovo sindaco di Reggio Calabria, Ciccio Cannizzaro, che lascia libero il seggio. «Penso sia stato intelligente da parte sua prendersi tempo in vista delle Politiche dell'anno prossimo, per far crescere la classe dirigente locale», ha aggiunto.
La vicenda politica si intreccia con la storia personale di Scopelliti, la cui carriera nazionale è stata interrotta da un'inchiesta giudiziaria che lo portò in carcere. Anni dopo, il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, parlò di «un processo politico per farlo fuori». Lo stesso Scopelliti ha commentato: «Sono stato colpito in volo da una parte dello Stato che costituzionalmente avrebbe dovuto tutelarmi e invece si è prestata a dare corpo a un disegno mirato alla mia morte politica».
Nonostante il no a Vannacci, l'ex governatore non esclude un dialogo futuro. «Comprendo le preoccupazioni di Giorgia rispetto a una forza politica ancora priva di una classe dirigente strutturata e matura. Penso però che varrebbe la pena verificare senza pregiudizi se esistono le condizioni per un percorso comune». Su alcune posizioni di Futuro Nazionale, giudicate irricevibili dalla maggioranza, Scopelliti osserva: «Al di là delle posizioni più radicali, non condivisibili, si potrebbero individuare temi su cui costruire convergenze».
Alla domanda se il centrodestra debba aprire a Vannacci, risponde che «in politica le alleanze non possono nascere solo dalle convenienze elettorali». E a Reggio Calabria? «Non ce n'è bisogno». A livello nazionale, invece, «ci sono tutte le condizioni per una, peraltro strameritata, riconferma di Giorgia e del centrodestra». Guardando al futuro, Scopelliti avverte: «Il 2027 è un passaggio importante, ma il vero appuntamento politico sarà nel 2029, con l'elezione del sostituto di Sergio Mattarella al Quirinale».
Sul Ponte sullo Stretto, tema centrale per la città, l'ex sindaco ribadisce il sostegno: «Qui a Reggio siamo quasi tutti per il Ponte, che non unirà due cosche, come ha detto qualcuno, ma due realtà in grado di esprimere grandi potenzialità». E ricorda il risultato alle Regionali dell'anno scorso, quando la Lega prese il 15% e il candidato da lui sostenuto per il Consiglio, Franco Sarica, ottenne il 50% dei voti espressi dal partito in città. «Non sono più quei tempi», conclude, «però certo io non mollo mai».
