La posizione del Movimento 5 Stelle sull'Ucraina e sulla politica estera italiana è il nodo che può far cadere un futuro governo di centrosinistra. A dirlo è Luigi Di Maio, ex leader del M5S e oggi rappresentante speciale dell'Unione europea per il Golfo, intervenuto alla Festa dell'Ottimismo organizzata dal Foglio. Secondo l'ex vicepremier, è proprio su questi temi che si gioca la partita più delicata per la coalizione in costruzione.

«La vera questione, secondo me, sta adesso su quello che il Movimento 5 Stelle pensa legittimamente, e io non lo condivido e me ne sono andato anche per questo, anzi soprattutto per questo, sull'Ucraina e sulla politica estera dell'Italia», ha dichiarato Di Maio. Una presa di distanza netta dalla linea del partito che ha guidato fino al 2020, quando lasciò la guida del Movimento dopo la crisi di governo. Oggi il M5S, sotto la leadership di Giuseppe Conte, mantiene una posizione critica verso l'invio di armi a Kiev, tema su cui il centrosinistra appare diviso.

Di Maio ha definito la questione «molto dirimente» soprattutto nei rapporti con il Partito Democratico. «Ci sono esponenti del Partito Democratico che la pensano esattamente come me sull'Ucraina e sul fatto che vada sostenuta», ha osservato, lasciando intendere che la frattura attraversa anche il principale partito dell'opposizione. Il problema, ha aggiunto, si porrà concretamente davanti alle decisioni europee sugli aiuti a Kiev.

«Se un governo va al primo Consiglio dell'Unione Europea o al primo Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea e c'è da votare il nuovo pacchetto di finanziamento all'Ucraina, che include anche lo stanziamento militare, quel ministro o quel leader, chiunque esso sia, cosa vota? Pone il veto?», si è chiesto l'ex vicepremier. «Su queste cose cadono i governi e noi ci condanniamo di nuovo all'instabilità di governo», ha avvertito, sottolineando che «se c'è un diritto per gli italiani che deve essere tutelato in vista delle prossime elezioni è creare coalizioni che siano stabili».

Quanto alla costruzione del campo largo e alla scelta del suo leader, Di Maio ha sostenuto che «se non si riesce a trovare un compromesso» è giusto «andare alle primarie». «Quello che stanno facendo in questo momento, secondo me, soprattutto Elly Schlein e Conte, è provare a costruire un metodo per finalmente fondare il centrosinistra», ha spiegato, aggiungendo che «sarà molto interessante vedere le regole, perché è tramite quelle regole che si formerà l'identità di questa coalizione».

Interpellato su una preferenza tra Schlein e Conte, ha risposto: «Non sono chiamato a votare alle primarie, non sono iscritto a nessuno di quei partiti». Una posizione di distacco che conferma la sua uscita dal perimetro pentastellato, ma non dal dibattito pubblico sulle alleanze.

Le dichiarazioni arrivano mentre il campo largo cerca una sintesi tra le diverse anime della coalizione. Nei giorni scorsi, i leader di Pd, M5S, Avs e +Europa sono saliti insieme sul palco del Festival del Manifesto, dove il pubblico ha accolto Elly Schlein con cori «Elly, Elly, Elly». Un momento di unità apparente, che però non cancella le distanze su temi come la politica estera e la difesa.

La questione ucraina resta il principale banco di prova per la tenuta dell'alleanza. Da un lato, il M5S di Conte continua a chiedere una soluzione diplomatica e a criticare l'invio di armi; dall'altro, esponenti del Pd e dei partiti minori della coalizione sostengono la necessità di continuare a sostenere Kiev. Di Maio, che da rappresentante Ue per il Golfo ha un osservatorio privilegiato sulle dinamiche internazionali, mette in guardia dalle conseguenze di un eventuale veto italiano in sede europea.

Il rischio, secondo l'ex vicepremier, è quello di ripetere l'esperienza di instabilità che ha caratterizzato la legislatura appena conclusa. «Su queste cose cadono i governi», ha ribadito, invitando a costruire coalizioni stabili prima delle elezioni. Un monito che suona come un avvertimento per il centrosinistra, chiamato a sciogliere il nodo della politica estera prima di presentarsi agli elettori.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.