Il centrodestra milanese sposta la scelta del candidato sindaco alla Festa Tricolore di Fratelli d'Italia, in programma tra il 23 e il 25 ottobre, quando è attesa la presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Secondo qualificate fonti romane della coalizione, sarà quella l'occasione per l'annuncio ufficiale che aprirà la campagna elettorale per la conquista di Palazzo Marino. La premier, pur volendo tenere separate le elezioni politiche dalle amministrative, considera il capoluogo lombardo una pedina decisiva e ritiene che l'annuncio nel contesto giusto possa valere punti sia nei sondaggi sia nelle urne.
La tempistica segna una battuta d'arresto per la Lega, che avrebbe voluto arrivare al raduno di Pontida del 20 settembre con il nome già definito dalla coalizione. Il partito di Matteo Salvini, come del resto Forza Italia, dovrà quindi concentrarsi sulle questioni interne in vista della kermesse leghista, lasciando che il nodo della candidatura si sciolga solo a fine ottobre. Sul tavolo restano i veti incrociati, che finora hanno impedito qualsiasi sintesi: l'unica certezza, spiegano gli osservatori della coalizione, è che ogni nome proposto da un partito viene osteggiato dagli altri alleati.
A riaccendere le tensioni è stata l'ennesima uscita pubblica del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che in un'intervista al Corriere della Sera ha ribadito il suo sostegno al leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. «Ho invitato tutti i papabili a far parte della squadra. Decide Roma. Se c'è un civico mi va bene. Ma di politici non ho visto altri che Lupi, ottimo candidato», ha dichiarato La Russa. Un'affermazione mal digerita dagli altri partiti della coalizione, anche perché la stessa Meloni non sembra disposta a forzare la mano su un nome che non incontra il favore di Lega e Forza Italia. In molti, all'interno dello stesso partito della premier, si interrogano sul senso di insistere su una candidatura che appare priva di basi concrete.
Sul versante leghista, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli ha ribadito la necessità di trovare un'intesa: «Io ho segnalato da parecchi mesi che bisogna trovare un accordo sul nome perché il programma è già scritto, ovvero una città di buon senso che voglia crescere a favore dei cittadini e non valorizzare le due Milano che si sono create con l'amministrazione Sala, ovvero una Milano della Ztl e del caviale, che è quella del centro, e una Milano delle periferie». Il Carroccio ha messo sul tavolo i nomi dell'europarlamentare Silvia Sardone, indicata dai gazebo leghisti, dell'ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada e del giornalista Giovanni Terzi. Nessuno di questi, evidentemente, coincide con la proposta di La Russa.
Forza Italia mantiene una posizione distinta. L'ex sindaco Gabriele Albertini ha più volte definito Lupi un «perdente», mentre il partito aveva tentato l'operazione Carlo Cottarelli, naufragata per l'indisponibilità dell'economista. Restano in piedi le opzioni Pietro Tatarella e Antonio Civita, patron di Panino Giusto. Il leader azzurro Antonio Tajani ha spiegato che il suo partito intende sostenere un candidato di centrodestra e ha annunciato l'esistenza di nomi importanti da sottoporre agli alleati, sia civici sia interni: «Non voglio bruciarli, ma ci sono politici di Forza Italia e ci sono anche figure civiche che potrebbero essere del mondo universitario, del mondo territoriale, che potrebbero essere degli ottimi candidati». L'obiettivo, ha aggiunto, è vincere a Milano «visto il malgoverno dell'attuale amministrazione», ricordando le esperienze di buon governo delle giunte Moratti e Albertini.
La questione si intreccia con la recente discesa in campo di Mario Calabresi per il centrosinistra, che ha spinto Tajani a rivendicare la capacità della coalizione di presentare una proposta competitiva. Il centrodestra, però, deve prima risolvere il nodo interno: la scelta del nome, ormai rinviata all'autunno, sarà il primo banco di prova per verificare se la coalizione riuscirà a presentarsi unita alla sfida per il Comune più importante del Paese.
