Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha concluso al Cairo una missione incentrata sulla cooperazione con l'Egitto in materia di immigrazione e partenariato economico. Con l'omologo egiziano Badr Abdelatty ha firmato una dichiarazione comune che amplia la cooperazione bilaterale e un documento politico specifico sulla gestione dei flussi migratori. L'obiettivo dichiarato è duplice: contrastare l'immigrazione irregolare e i trafficanti di esseri umani, e favorire l'ingresso regolare di giovani lavoratori egiziani formati, pronti a essere assorbiti dalle aziende italiane.

«Siamo impegnati contro i trafficanti di esseri umani e contro l'immigrazione irregolare che mette a repentaglio la sicurezza anche dei nostri Paesi», ha dichiarato Tajani, precisando la posizione del governo: «Siamo molto a favore di quella regolare. Vogliamo giovani lavoratori di cui ha bisogno il nostro sistema economico, però che siano formati e conoscano la nostra lingua». La strategia si inserisce in una più ampia agenda di diplomazia della crescita, con il ministero degli Esteri e le ambasciate in prima linea, insieme ad agenzie come Sace, Simest e Cassa Depositi e Prestiti, per sostenere le imprese italiane all'estero.

La missione si è aperta con un incontro con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, definito da Tajani «lungo e costruttivo», per rafforzare il coordinamento sulle crisi regionali. Al centro del colloquio la sicurezza del Mediterraneo allargato, da Gaza al Libano, da Hormuz al Mar Rosso. L'Italia ha rinnovato il sostegno alle iniziative di mediazione del Cairo per la creazione di uno Stato palestinese e ha sottolineato il ruolo dell'Egitto per la libertà di navigazione, considerando che dal Canale di Suez passa il 40% del traffico marittimo commerciale italiano.

Nel corso della visita, Tajani ha partecipato al Business Forum Italia-Egitto, che ha riunito oltre un centinaio di aziende italiane e circa 600 partecipanti. Con il ministro hanno preso parte alla delegazione anche i titolari dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e del Lavoro, Marina Elvira Calderone. «Siamo qui per dimostrare quanto l'Italia consideri il rapporto con l'Egitto di grande importanza e il mercato egiziano di straordinario rilievo per le nostre esportazioni», ha affermato Tajani, citando i dati dell'export verso il Paese nordafricano, cresciuto del 17% nei primi sei mesi dell'anno.

Il capo della diplomazia ha ribadito l'obiettivo dei 700 miliardi di export entro fine legislatura, definendolo «non un sogno ma un obiettivo che si possa realizzare», con il Made in Italy come strumento di crescita per il Paese. «Nessuna impresa deve sentirsi abbandonata», ha aggiunto, sottolineando l'impegno del sistema Italia a sostegno delle aziende che operano sui mercati internazionali.

Nel dettagliato scambio con l'omologo egiziano si è parlato anche della controversia sulle acque del Nilo tra Egitto ed Etiopia. Tajani ha assicurato la disponibilità dell'Italia a svolgere un ruolo di mediazione, facendo leva sui buoni rapporti con Addis Abeba, e si è detto pronto a ospitare a Roma, già nelle prossime settimane, un incontro tra le parti «se lo vorranno». La riunione odierna della Commissione mista rappresenta, secondo il ministro, l'avvio di «una stagione di cooperazione nuova», prima di una serie di iniziative per rafforzare una visione comune tra i due Paesi.

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Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.