Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito al suo omologo iraniano Abbas Araghchi la necessità di trovare un accordo sull'Iran e ha chiarito che l'Italia intende favorire la pace. Lo ha detto lo stesso titolare della Farnesina in un punto stampa a New York, a margine degli incontri internazionali in corso negli Stati Uniti.

«Con Araghchi ho insistito sulla necessità di trovare un accordo in Iran, vogliamo favorire la pace», ha spiegato Tajani, sintetizzando il senso del colloquio con il ministro degli Esteri della Repubblica islamica. Il riferimento è al negoziato sul programma nucleare iraniano, un dossier che da mesi tiene impegnata la diplomazia internazionale e sul quale l'Italia, per tradizione e collocazione, cerca di mantenere un canale di dialogo aperto.

Nello stesso intervento, Tajani ha affrontato anche il rapporto con gli Stati Uniti, rivendicando la posizione italiana senza nascondere le distanze. «Noi siamo amici e alleati degli americani e alcune osservazioni che fanno gli Stati Uniti possono essere giuste», ha dichiarato il ministro, lasciando intendere che Roma non intende assumere una posizione di contrapposizione pregiudiziale con Washington, pur mantenendo una propria autonomia di valutazione.

La dichiarazione arriva in un momento delicato per gli equilibri internazionali. Il dossier iraniano resta uno dei fronti più caldi della politica estera, tra sanzioni, verifiche sul nucleare e tentativi di riaprire un tavolo negoziale. L'Italia, che ha storicamente rapporti economici e diplomatici con Teheran, si propone come attore in grado di facilitare il dialogo, senza però rompere il fronte atlantico.

Il punto stampa a New York è servito a Tajani anche per ribadire la linea del governo italiano: sostenere gli sforzi diplomatici, evitare escalation e lavorare per una soluzione negoziata. In questo quadro, l'incontro con Araghchi rappresenta un passaggio concreto, non solo simbolico, perché consente di tenere aperto un canale diretto con una delle parti in causa.

La posizione espressa dal ministro si inserisce nella tradizione italiana di mediazione, ma con un vincolo chiaro: l'alleanza con gli Stati Uniti resta un pilastro. Tajani ha infatti precisato che alcune osservazioni americane possono essere condivisibili, un modo per segnalare che l'Italia non intende trasformare la ricerca di un accordo con l'Iran in una contrapposizione con Washington.

Non sono stati resi noti ulteriori dettagli tecnici sul contenuto del colloquio, né tempi o modalità di un eventuale nuovo round negoziale. Resta il fatto che il titolare della Farnesina ha voluto rendere pubblico l'appello a un'intesa, confermando che la priorità italiana è favorire la pace e scongiurare un'escalation dalle conseguenze imprevedibili per l'intera area.

La vicenda si colloca nel più ampio lavoro diplomatico che vede l'Italia impegnata su più tavoli, dal Medio Oriente all'Ucraina, con l'obiettivo di mantenere un profilo coerente con i propri alleati e, al tempo stesso, di non rinunciare a un ruolo attivo nella ricerca di soluzioni negoziate.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.